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Famiglia monregalese sul ponte al momento del crollo: «Abbiamo lasciato l'auto e siamo scappati»

Il racconto di Alfio e Agnese Lia. La loro auto era subito dopo il furgone verde che si vede sul limite del crollo

Famiglia monregalese sul ponte al momento del crollo: «Abbiamo lasciato l'auto e siamo scappati»

Hanno visto il ponte crollare quasi sotto di loro.«Mio marito ha sentito l'asfalto tremare, io ho visto i tiranti sganciarsi». E sono scappati, lasciando l'auto lì: immediatamente dietro il furgone verde, quello che si vede in tutte le riprese e le foto di giornali e tv. A pochi metri dal crollo del ponte Morandi.

Alfio e Agnese sono di Mondovì. Li abbiamo contattati martedì sera, ancora sotto shock. Con loro c'era anche il loro piccolo figlio di soli 2 anni: «Per fortuna Andrea non ha capito cosa stava succedendo e non si è spaventato – racconta Agnese –. Oggi, a riguardare quelle immagini, sembra incredibile, mi sento male».

L'auto di Agnese e Alfio è quella fra il furgone verde e il camion bianco, che si vede nella foto

IL RACCONTO 

La famiglia di Alfio e Agnese si trova in vacanza in Liguria, nella loro casa in provincia di Savona. «Ieri però il tempo era brutto, e avevamo pensato di portare nostro figlio a visitare l'Acquario di Genova - raccontano - Eravamo in coda sul ponte, stavamo procedendo lentamente perché non avevamo fretta. Dovevamo uscire all'uscita di Genova Ovest e non abbiamo superato il furgone. A un tratto abbiamo visto il furgone davanti a noi rallentare e frenare di colpo, poi ha ingranato la retromarcia. Pioveva a dirotto, si vedeva poco. Non capivo cosa stava accadendo. Poi mio marito ha sentito l'asfalto che tremava e mi ha detto: "sta crollando il ponte!". Io ho guardato fuori dal finestrino e ho visto i tiranti che si sganciavano. In quell'istante... non so cosa ho pensato. Non c'era spazio per fare retromarcia. Ho staccato il bambino dal seggiolino e ci siamo messi a correre».

Hanno abbandonato la loro auto sul ponte, lasciando a bordo borse, zaini, documenti. «Siamo scappati senza guardarci indietro. Mio marito ha bussato ai vetri delle altre auto, avvisando la gente di scappare perché aveva paura che non si rendessero conto della situazione... la pioggia era fortissima e impediva di vedere cosa stava succedendo attorno. Era terribile. Io sono corsa, con nostro figlio in braccio, verso la galleria. C'era gente sotto shock. Per fortuna il bambino stava dormendo a non ha capito, non si è spaventato. Ho visto bambini che guardavano il ponte che non c'era più, terrorizzati. Poco dopo sono arrivati i soccorsi: ci hanno aiutati, ci hanno dato acqua da bere e ci hanno calmati. Ci hanno detto di lasciar perdere le auto, facendoci capire quanto era grave la situazione. Una signora mi ha dato una felpa per tenere il bimbo al caldo, poi siamo stati portati al Centro civico a Sampierdarena. C'era tanta gente che ci ha aiutato: c'è una persona che ci ha dato i pannolini per cambiare Andrea, una commerciante è andata a casa a prendere i vestiti di sua figlia per avere abiti puliti. In serata abbiamo preso un taxi per andare a casa, ora siamo ancora in Liguria. Oggi è ferragosto e non mi sembra ancora vero di aver vissuto quei minuti. Ho guardato i telegiornali, ho visto le foto e non mi sembra vero».

Gli chiedo: come state? «Siamo scossi, abbiamo fatto fatica a dormire pensando a cosa era successo. Stiamo bene, ma ci sentiamo... miracolati. Bastavano pochi metri in più. La nostra auto si trovava subito dietro il furgone verde, quello che si vede in tutte le foto e le riprese tv. Credo sia ancora lì, non penso l'abbiano rimossa. Se penso a chi si trovava in mezzo... una tragedia terribile, davvero terribile».

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