Langhe e pianura
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I lupi tornano a colpire sui pascoli di Murazzano

Nuovi attacchi alle greggi, uccise più di venti pecore nelle ultime due settimane. Fabrizio Barbero di Cascina Soffietti: «Noi allevatori siamo abbandonati da tutti. Viene voglia di mollare tutto»

I lupi tornano a colpire sui pascoli di Murazzano

Il lupi tornano, anzi continuano, a colpire in Alta Langa. A Murazzano, dove le incursioni notturne dei predatori sui pascoli sono ormai all’ordine del giorno, la situazione è davvero preoccupante. A lanciare l’allarme, ancora una volta, è il veterinario Fabrizio Barbero, allevatore di ovini di Cascina Soffietti, che descrive un quadro allarmante: «Solo nelle ultime due settimane il mio gregge è stato vittima di due attacchi, che hanno portato all’uccisione di una decina di pecore. Nella stessa mia situazione sono gli allevatori Allaria, Adami e Giordano, le principali aziende agricole del paese che portano le greggi al pascolo sulle colline che guardano la Valle Belbo. In tutto si parla di oltre 20 capi abbattuti dai lupi solo negli ultimi giorni». Nonostante le ripetute richieste di aiuto, ad oggi non è arrivato alcun sostegno per gli allevatori: «Siamo stati abbandonati, viene voglia di mollare tutto – continua Barbero –. La stessa Regione che ha censito due anni fa un branco di sei lupi in Valle Belbo (il quale adesso sarà anche aumentato di numero), ha pubblicato un bando i cui fondi, per il rapporto “pecore allevate-ettari di terreno”, sono però destinati solo ai pascoli di montagna. In più, noi alleviamo la razza “Pecora delle Langhe”, che è in via d’estinzione e va tutelata molto attentamente; attualmente ne esistono solo 2.500 esemplari. Il lupo in soli quindici giorni ha diminuito la popolazione di queste pecore di oltre l’1%, creando danno agli allevatori e mettendo in pericolo anche il mantenimento della razza stessa». Gli attacchi arrivano ormai a ripetizione. Gli allevatori adesso sono costretti a riportare nella stalla le pecore tutte le sere, ma non sempre questi accorgimenti servono ad arginare il problema: «Questi lupi – prosegue Barbero – non hanno più paura dell’uomo. A volte attaccano anche al mattino, quando le pecore sono appena uscite al pascolo. L’altro giorno ne ho visti due gironzolare nei prati, subito dopo pranzo. Una sera sono arrivato proprio durante un attacco, ma i lupi non si sono spaventati né di me né del mio cane, anzi hanno continuato ad ammazzare le pecore e la sera dopo sono tornati per finire le carcasse». In attesa di novità per quanto riguarda futuri bandi regionali che possano finalmente dare un aiuto concreto nella prevenzione (con l’acquisto magari di recinzioni elettrificate o di cani antilupo), gli allevatori si aspettando un supporto anche dalla Asl: «Finora la Asl, che interviene dopo le predazioni, ha sempre classificato le incursioni come “attacchi da canidi”, quindi in Regione non arrivano segnalazioni ufficiali di predazioni da lupo – conclude Barbero –. In realtà, per come avvengono gli attacchi e per i molti avvistamenti di questi mesi, siamo certi che siano invece proprio attacchi di lupi. Ora scriverò una lettera “provocatoria”, che invierò al sindaco, nella quale chiederò la cattura di questi ipotetici canidi liberi e l’identificazione dei padroni, responsabili dei danni arrecati».

 

La “Pecora delle Langhe”, una razza a rischio estinzione

Le aziende agricole, che allevano gli ovini di razza “Pecora delle Langhe”, ogni anno ricevono incentivi regionali per proseguire la loro importante attività di salvaguardia, a patto che venga puntualmente assicurata la presenza di un certo numero di capi. Se il lupo attacca queste pecore uccidendole però, come fanno gli allevatori ad assicurare il numero di capi previsto? Visto che si tratta di una razza a rischio estinzione, infatti, questi animali non si trovano neanche in commercio e non possono essere acquistati per aumentarne il numero nel gregge dopo le predazioni.

I lupi tornano a colpire sui pascoli di Murazzano
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