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Rifiuti: Mondovì diventa una "città-laboratorio"

A Mondovì arrivano i “cassonetti intelligenti”: un esperimento che partirà a giugno e finirà a ottobre, in sei condomini dell’Altipiano.

Rifiuti: Mondovì diventa una "città-laboratorio"

Si chiamano “cassonetti intelligenti”. Esteticamente, non sono poi molto diversi dagli altri: un grosso bidone di plastica, coperchio e tutto il resto. Il “trucco” sta nel meccanismo elettronico attaccato al doppio fondo: un dispositivo connesso col camion di raccolta che misura peso, temperatura, umidità. Si tratta di un esperimento che partirà a Mondovì a giugno e finirà a ottobre, in sei condomini dell’Altipiano. Si “misureranno i cassonetti” del rifiuto organico, allo scopo di migliorare la raccolta.

Come funziona?
Il progetto si chiama “Ip-Owit” (sigla inglese) e unisce diversi enti e aziende: il Comune di Mondovì, la cooperativa ambientale Proteo, il Politecnico di Torino (che ha progettato i cassonetti) e due aziende, la “Al Mech” e la “Be Mooble”. A Mondovì verranno piazzati dieci “cassonetti elettronici”, in sei condomini dell’Altipiano: «Il cittadino non deve cambiare nessuna abitudine – spiega Guido Colombo della “Be Mooble” –, deve buttare il rifiuto organico nel cassonetto esattamente come prima. Non vengono registrati dati personali. Quando i cassonetti vengono ritirati, sul camioncino della raccolta vengono registrati una serie di dati: quanto è pieno il cassonetto, quanto pesa, a che temperatura si trova e quanto sta “fermentando” il rifiuto». I dettagli sono stati presentati martedì 24 febbraio da Fabrizio Clerico della Proteo e Alice Bormida della “Be Mooble”. Gli amministratori dei condomini hanno già avuto tutti i dettagli.

Perché questo progetto?
L’obiettivo è quello di raccogliere tutti i dati possibili per poter migliorare la raccolta. Mondovì diventa in pratica un “laboratorio di studio”: «Proseguiamo il percorso iniziato qualche anno fa – dichiara il sindaco Viglione – e che ci ha portati a essere un “comune virtuoso”. Questa sperimentazione sarà utile a studiare delle strategie per ottimizzare il servizio e contenere i costi»-. Per esempio, si potrà capire se ridurre i passaggi della raccolta dell’organico, inserendo nei cassonetti delle sostanze che riducono la fermentazione e i cattivi odori». L’assessore Emanuele Rossi: «Siamo onorati di ospitare un progetto come questo, soprattutto ora che va rinnovato l’appalto per la raccolta rifiuti». L’appalto probabilmente slitterà a fine anno: considerato che la sperimentazione si chiude a ottobre, la sinergia è ottimale.

Quali vantaggi per i cittadini?
Per gli utenti cambia poco o nulla ora, ma si apre la possibilità di migliorie future. Sia nella raccolta, sia nel risparmio con l’ottimizzazione del servizio. Anche i dati potranno essere accessibili: gli abitanti dei condomini potranno vedere on line i dati e capire “cosa succede” alla loro immondizia.

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