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Tunnel Breo-Altipiano: il Comune va a Roma a trattare con le Ferrovie

Delegazione da Mondovì alla sede di RFI. Il recupero a uso ferroviario è impossibile. Avanti con l'ipotesi dello scaricatore

Tunnel Breo-Altipiano: il Comune va a Roma a trattare con le Ferrovie

Un viaggio in forze, da Mondovì a Roma, per discutere del progetto del vecchio tunnel. Parliamo della galleria Altipiano-Breo, costruita verso la fine del 1800 e rimasta attiva fino agli anni '80, quando la stazione di piazza Della Repubblica venne chiusa. Da circa due mesi sono cominciati i lavori di messa in sicurezza, ma si sa che i progetti del Comune vanno più in là del semplice "puntellamento": l'Amministrazione vorrebbe usare quel passaggio per trasformarlo in "tunnel idraulico" e farci passare il canale di scarico della “Carassona”.

Pariamo, tanto per capirci, della “bialera dell’Altipiano” che raccoglie le acque bianche di quasi mezza città. Un progetto dall'impatto economico piuttosto rilevante, che da solo pesa 2 milioni di euro (il 20% del totale degi investimenti previsti per il 2019). Realizzare il bypass del canale "ex novo" richiederebbe non solo grandi costi, ma soprattutto enormi lavori di scavo e interramento. Usare il tunnel invece è un'idea che consentirebbe di risolvere tutto con molto meno disagio per la città.

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Ma si può fare? Sì: ma sul "come" ci sono ancora tanti punti di domanda. RFI ha convocato a Roma il Comune, per discutere alcuni dettagli. Così martedì 6 novembre una vera task-force è partita da Mondovì per recarsi nella capitale, alla sede di RFI (e della holding FS). Ne facevano parte Gabriele Campora, capoufficio di gabinetto del sindaco, l'assessore ai Lavori pubblici Sandra Carboni e il segretario generale Marina Perotti. Non esattamente un viaggio di poco peso, se in pratica si è mosso in forze l’intero entourage del sindaco Paolo Adriano (non era presente il primo cittadino). Scopo del viaggio era anche quello di incontrare i nuovi vertici della società, che sono cambiati nei mesi scorsi, causando una situazione di stallo. Ma soprattutto studiare i primi dettagli del "dossier-Mondovì": l'esatta collocazione delle tubature all'interno del tunnel, le variabili economiche, le tempistiche e la definizione dell'accordo (cessione o diritto di utilizzo). RFI sta attualmente verificando l'importo dei lavori.

Sarebbe invece del tutto impossibile, secondo RFI, il recupero a fini ferroviari: in quella galleria non ci passerà mai più alcun convoglio. Le risposte sul progetto dovrebbero arrivare entro fine gennaio.

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Stefano Sibilla 09/11/2018 12:57
Possibile distruzione di valore
La tratta ferroviaria Breo - Altipiano unisce la ferrovia Cuneo - Mondovì, interessata dagli interventi RFI-Lannutti, con la Mondovì-Bastia, che potrebbe essere recuperata fino a Bra e quindi verso Alba ed Asti. La notizia dell'impossibilità del recupero a fini ferroviari del tunnel Bero-Altipiano è ovviamente incredibile, infatti è posta in occhiello all'articolo ma è posta in dubbio nell'articolo. Ovviamente tutto è possibile: le gallerie anche se ammalorate si possono recuperare ed adeguare alle normative più recenti, specie nel caso di una galleria breve come quella in oggetto. Il punto è un altro: la volontà politica di insistere col favorire il trasporto su gomma e non (ri)aprire linee al trasporto ferroviario. Credo che i Lettori monregalesi non siano così ingenui da credere all'alibi dell'"impossibilità" del recupero come ferrovia.
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Roberto Borri 08/11/2018 12:35
Prima era fuori legge?
Già in altre occasioni avevo evidenziato come sarebbe saggio sfruttare adoperare le gallerie esistenti quali fori pilota e creare, con i mezzi offerti dalla tecnica moderna, lo spazio per la posa del doppio binario e creare un primo nucleo di linea a valenza metropolitana, servendo Mondovì Altipiano, Breo e Carassone, nonché il centro commerciale Mondovicino, che potrebbe beneficiare di un utile raccordo per le merci. Purtroppo, la pervicace miopia continua ad imperversare, ancorché siano sotto gli occhi di tutti gli effetti di un traffico stradale cresciuto a dismisura; desta tuttavia non poco scalpore che l'Ufficio delle Ferrovie dello Stato preposto alla realizzazione ed alla manutenzione dell'infrastruttura dichiari del tutto impossibile un recupero a fini ferroviari. Sorge spontanea una domanda: il tronco, prima della sua dismissione, scelleratamente decretata nel 1986, operava fuori legge?

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