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Mondovì: manifestazione no-TAV prima del Consiglio comunale in cui si vota a favore dell'opera

Martedì 27 novembre, dalle ore 17 alle 19, con Mondovì Casa Comune

Mondovì: manifestazione no-TAV prima del Consiglio comunale in cui si vota a favore dell'opera

Il Consiglio comunale di Mondovì, nella seduta di martedì 27 novembre, discuterà un ordine del giorno "a favore dei lavori di completamento della TAV. Una presa di posizione politica, sottoscritta quasi dall'intero Consiglio comunale (magioranza e opposizioni), ma che non ha mancato di suscitare dibattito in città.

La prima reazione ufficiale è arrivata da Mondovì Casa Comune, gruppo di sinistra che alle ultime elezioni nel 2017 si era presentato con candidato sindaco Daniela Oggerino. Il gruppo organizza una manifestazione pacifica per contestare la decisione del Comune: «Con questa decisione - scrivono - il Consiglio comunale contraddiceo la linea adottata in altre occasioni (ad esempio sulla questione ius soli) di non volersi esprimere su temi di rilevanza nazionale. Se passerà quel punto, la città di Mondovì si aggiungerà a quanti in queste settimane (partiti, aziende, sindacati, associazioni di categoria, media) stanno cercando di strumentalizzare una vicenda tanto delicata quanto fondamentale, negando quelle ragioni documentabili per anni diffuse, che dimostrano l’inutilità dell’opera. Opera che, nel racconto pubblico, è indispensabile per lo sviluppo del Paese, per non restare isolati dall’Europa. Quando parliamo di Alta Velocità Torino-Lione parliamo di una grande opera motivata da previsioni di traffico (di merci, peraltro, e non di passeggeri) fasulle a fronte di una linea già esistente, ampiamente sottoutilizzata, sfruttata a meno di un quinto della sua potenzialità, di per sé in grado di rispondere alla domanda di traffico su ferro e su gomma con minori costi di adeguamento. Inoltre, i flussi di traffico tra Italia e Francia sulla direttrice alpina sono in calo da anni, sia su rotaia che su autostrada. Se si facesse il “tunnel di base” di 57,5 km, la linea si fermerebbe a St.Jean de Morienne, tra i pascoli, sul versante francese (perché la Francia non ha deliberato le infrastrutture di raccordo e non ne ha per ora intenzione) e a Susa sul versante italiano. E, a proposito di tunnel di base (il cui impatto sul sistema idrogeologico della Valle sarebbe pesantissimo), nonostante viaggi per quasi l’80% in territorio francese sarebbe pagato per circa il 60% dall’Italia. Infine del mitico “Corridoio V” (il quale dovrebbe collegare Lisbona con Kiev, anzi, secondo le ultime esternazioni, l’Alantico e il Pacifico) non c’è traccia, non esiste più perché Portogallo e Spagna si sono chiamati fuori e dalla Slovenia in là nessuno ci pensa, per cui le tante decantate merci dovrebbero proseguire verso est sui famigerati camion o arrivare in camion per andare verso ovest... Preferiremmo che venissero discussi ordini del giorno sulla necessità della messa in sicurezza e sulla tutela dell’ambiente, sullo sperpero di risorse pubbliche a favore di grandi opere inutili che tolgono risorse a sanità, emergenza abitativa, welfare, scuola, ricerca e lavoro. Per martedì 27 novembre, dalle ore 17 alle 19, Mondovì Casa Comune invita cittadine e cittadini a riunirsi pacificamente e informalmente in Piazza dei Martiri della Libertà (davanti al Municipio), per incontrarsi e cercare di capire come mai l’amministrazione comunale di Mondovì senta la necessità di sostenere questa grande, nociva, dispendiosa, politicizzatissima opera dalla torbida storia, oltretutto senza nemmeno aver consultato la cittadinanza».

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