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Slittano le opere pubbliche: volano scintille in Consiglio comunale

La minoranza: «Siete l'Amministrazione "dei selfie": ci vogliono fatti, non solo parole». La replica: «Stiamo facendo quello che non è stato fatto in 10 anni»

Slittano le opere pubbliche: volano scintille in Consiglio comunale

Consiglio comunale dai toni durissimi, quello che va in scena la sera di giovedì 27 settembre nella "trasferta" di San Biagio. All'ordine del giorno una variazione al programma delle opere pubbliche, con un "rinvio" al 2019 di interventi piuttosto importanti: tra questi, lo scaricatore delle acque dell'Altipiano-Ferrone e la messa in sicurezza del Teatro Sociale.

Durissimi attacchi da parte della minoranza. In particolare dal gruppo di centrodestra, con gli interventi di Laura Barello, Luciano D'Agostino, Giampiero Caramello e Guido Tealdi. La Barello ha chiesto chiarezza sui vari punti, poi è toccato a D'Agostino: «Ci troviamo di fronte a una variazione straordinaria per la sua portata, e va letta sotto un profilo politico - ha detto -. L'immobilismo di questa Amministrazione è sotto gli occhi tutti, tutte le opere principali sono state rinviate al 2019. Spero che questo non causi lo slittamento anche dei fondi. Concedetemi di dire che non è normale che a settembre un'Amministrazione faccia slittare le opere pubbliche all'anno successivo. Forse è ora che vi convinciate del fatto che è meglio fare una programmazione adeguata. Sicuramente siete un'Amministrazione dall'ottima capacità di comunicazione, ma mi augurerei che alle parole seguissero i fatti».

Caramello: «Questa Amministrazione mi pare decisamente statica, ferma e poco operativa. Tanti monregalesi lamentano che questa Amministrazione non dà lo sprint promesso in campagna elettorale. Prendiamo atto che le opere pubbliche vengono procrastinate». E Tealdi: «Ovviamente spero riusciate a realizzare queste opere. Lo dico senza cattiveria: io credo che abbiate sottovalutato la complessità di portare a termine queste opere. Bastava includerli nel programma degli interventi del prossimo anno». Tocca anche il tema dei lavori all'asilo nido: «Penso proprio che farlo aprire in ritardo sia una penalizzazione per le casse comunali».

Incalza Stefano Tarolli, centrosinistra: «Sono 11 anni che faccio parte del Consiglio comunale, e raramente mi sono trovato di fronte a una variazione così sostanziale, con lo slittamento di opere pubbliche così importanti. Questa sera si conferma l'impressione che questa sia l'Amministrazione del “ci stiamo provando”, “ci stiamo pensando”. Non posso votare a favore di un programma costruito sul... gerundio». Paolo Magnino: «Chiaramente queste non sono opere che si realizzano in poco. Ma nonostante sia vero che questa Amministrazione è in carica da soli 15 mesi, questa variazione di bilancio è significativa. Queste sono opere necessarie, e andrebbero realizzate presto. Non posso votare a favore di questa variazione di bilancio».

La difesa, dai banchi della maggioranza, arriva per primo dal consigliere Mario Bovetti: «Mi fa “specie” sentire questi attacchi sulle opere pubbliche da chi, per 10 anni, non le ha fatte. Lo scaricatore: questa Amministrazione ha trovato una partnership con RFI per realizzarlo, e i tempi sono slittati».

L'assessore Sandra Carboni: «Sono contenta che D’Agostino abbia citato i teatro sociale. L’urgenza dell’intervento era già nota alla precedente Amministrazione, forse è per questo che abbiamo trovato lo studio di fattibilità dell’intervento chiuso in un cassetto… e su questo abbiamo iniziato a lavorare alla progettazione definitiva-esecutiva della messa in sicurezza. È un progetto che arriverà a giorni e verrà approvato: il differimento è dovuto ai principi contabili che prevedono di poter impegnare la somma nell’anno in cui si dà inizio ai lavori. E siccome il progetto è soggetto al parere della Soprintendenza, i termini richiedono un’istruttoria abbastanza lunga: prudenzialmente riteniamo più corretto trasferirlo al 2019. Per quanto riguarda lo "scaricatore": RFI ha cominciato i lavori questa settimana, e ci ha assicurato i lavori per i primi 500 metri della galleria Altipiano-Breo, che verranno messi in sicurezza attraverso un involucro in cemento armato. I lavori hanno avuto uno slittamento perché sono cambiati i vertici dell'azienda».

Il sindaco Paolo Adriano replica agli ex assessori sul tema dello "scaricatore": «Lo scaricatore era così importante per voi, che in 10 anni non l'avete fatta. L'idea di riutilizzare il tunnel Breo-Altipiano, da qualcuno derisa, noi l'abbiamo messa in pratica. Abbiamo fatto un sopralluogo, abbiamo visto le condizioni della galleria, abbiamo fatto una diffida alle Ferrovie e RFI si è subito attivata».

Alla votazione, tutta la minoranza ha votato contro.

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