Ingresso di Padre Marco a Niella Tanaro

Il sacerdote è parte della congregazione dell' oratorio di San Filippo Neri. Subentra dopo più di vent'anni a don Paolo Biestro, destinato a Margarita

Chiesa gremita a Niella Tanaro nel pomeriggio di venerdì 8 dicembre, per l'ingresso in Parrocchia di padre Marco Pagliccia. Il sacerdote, della Congregrazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, subentra nell'incarico di parroco a Don Paolo Biestro che per più di vent'anni è stato il rettore delle parrocchie di Santa Margherita e di san Teobaldo. Presente anche un folto parterre di autorità: oltre al sindaco Gian Mario Mina erano presenti rappresentanti e sindaci dei comuni limitrofi, il presidente della fondazione CRC Ezio Raviola e il vice presidente del consiglio regionale Franco Graglia. Il vescovo Egidio ha aperto la celebrazione accompagnando e presentando padre Marco.

Dopo la firma dei verbali padre Marco ha tenuto la prima celebrazione della nuova parrocchia. Prima dell' omelia ha voluto calorosamente ringraziare le autorità convenute, per la vicinanza e l' amicizia.

Breve riflessione del vescovo Egidio per l’inizio del ministero pastorale di padre Marco Pagliccia

Cari fedeli di Niella e di san Teobaldo, 

sono passate poche ore da quando ieri sera ho incontrato molti di voi a Margarita, dove avete voluto accompagnare don Paolo, esprimendo anche così il vostro grazie e la vostra vicinanza. Poche ore e il vuoto lasciato da don Paolo è subito colmato da un’altra presenza sacerdotale, quella di padre Marco, tra l’altro un sacerdote più giovane. 

Questo potrebbe far pensare a un automatismo, ovvero alla facilità con cui si possono sostituire i sacerdoti; ma vi assicuro che non è così. Del resto basta considerare che arriva sì un sacerdote più giovane, ma che assomma sotto la sua responsabilità diverse parrocchie e che quindi, per la prima volta dopo tanti anni, il parroco non risederà stabilmente a Niella come in passato.

Quanto alla tempistica si è voluto evitare che per le prossime festività vi fossero disguidi e si potesse avere tempo per preparare e celebrare bene il Natale.

 

I cambiamenti in atto ci interrogano

Come già ebbi modo di dirvi in occasione della recente visita pastorale, la nostra Chiesa soffre da tempo di una crisi di vocazioni che segnerà il vissuto delle nostre comunità anche nei prossimi anni.

Ma non dobbiamo lasciarci prendere dal pessimismo. Certamente il Signore non si è dimenticato di noi. Continuiamo a pregare per questa intenzione.

La difficoltà è solo il punto di partenza di cui dobbiamo essere consapevoli per riprendere il cammino. Del resto questa non è la sola differenza rispetto al passato. Basti pensare a quanto la vostra comunità si è ridotta numericamente negli ultimi decenni; basti pensare a quante persone frequentavano abitualmente la chiesa e la comunità anche in un recente passato e quante sono quelle fedeli oggi all’Eucaristia domenicale. Quanti cambiamenti!

E allora ecco la domanda vera: come può una comunità continuare ad essere viva nonostante le difficoltà attuali? Questa è la sfida che vi attende e l’interrogativo cui dovrete dare una risposta, nella misura in cui la vita della comunità, la parrocchia, vi sta a cuore; nella misura in cui la fede – e la trasmissione della fede – è avvertita come importante per sé stessi e per le persone che amiamo.

 

Un’occasione di verifica e rinnovamento

Come potete immaginare è difficile sapere veramente quanto l’avvicendamento di un sacerdote sia gradito o dispiaccia; ognuno di noi, vescovo compreso, è ben consapevole di essere gradito ad alcuni e meno ad altri. E quindi il trasferimento di un parroco non è certamente legato a una valutazione del suo operato, ma alle necessità complessive della diocesi, per garantire a tutti il necessario.

Una cosa invece è certa: ogni avvicendamento porta delle novità, dei cambiamenti; ogni avvicendamento può e deve diventar occasione per una verifica e far riflettere sulla vita della comunità.

Da parte mia voglio credere che sappiate vivere positivamente e con disponibilità questo cambio. Come già detto, per padre Marco questa è una comunità che si aggiunge alle altre che già serve: nessuna potrà rivendicare prerogative a scapito delle altre, ma, al contrario, insieme occorrerà dialogare e trovare intesa affinchè tutte possano avere il necessario in termini di presenza, di guida, di sacramenti. Occorrerà un più di collaborazione e di disponibilità, un più di fraternità, mai dimenticando che quanto facciamo non lo facciamo per noi o per gli uomini, ma per il Signore.

É quello che auguro a padre Marco e a tutti voi; è ciò che chiedo nella mia preghiera e accompagno con la benedizione del Signore.

+Il Vescovo di Mondovi, Egidio Miragoli 

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