“Terre del GAL Mongioie”: primi passi verso un finanziamento da oltre 6 milioni di euro

Tanti progetti in ballo dalla filiera del legno al turismo in diversi Comuni. I ringraziamenti dell’ex presidente Ballauri e dei consiglieri uscenti e le precisazioni dell’Ente in attesa della conclusione dell’iter

Gal Mongioie

Un decreto a firma del ministro Adolfo Urso potrebbe aprire ricadute importanti per l’intero territorio monregalese e cebano, tuttavia gli scongiuri sono d’obbligo e servono ancora conferme ufficiali. Stiamo parlando del progetto “Terre del GAL Mongioie” che prevede una serie di interventi (dalla filiera del legno al turismo) a valere sul bando “Progetti pilota” e promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Una proposta, avviata nella passata amministrazione dell’Ente ed avviata nel febbraio 2022, del valore complessivo di 13.661.001,21 euro di cui 9.216.200,94 euro richiesti al Ministero stesso. Nella graduatoria definitiva pubblicata con apposito decreto il 27 novembre 2023, la domanda era risultata ammissibile (posizionandosi al diciottesimo posto assoluto), ma non finanziabile a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili. Il 28 febbraio scorso è stata poi rilasciata dal Ministero delle Imprese una specifica nota che annunciava lo stanziamento sullo stesso bando di ulteriori 66,2 milioni di euro, tali da consentire un importante “scorrimento” della graduatoria. Così facendo anche “Terre del GAL Mongioie” dovrebbe rientrare tra le proposte finanziabili con un contributo totale di 6 milioni e 200mila euro.

Da qui una nota a firma dell’ex presidente Beppe Ballauri e degli allora consiglieri Giorgio Giaccheri, Paolo Manera e Valter Roattino per richiamare la notizia e ringraziare chi ha creduto nel progetto. Un’anticipazione arrivata ancora prima di una comunicazione ufficiale del GAL Mongioie che ora non spegne gli entusiasmi, ma, per mano del Consiglio di amministrazione, aggiunge qualche precisazione. «Lo scorso 28 febbraio abbiamo accolto con grande soddisfazione la nota del Ministero che però, ad oggi, vale come semplice anticipazione ufficiosa e nulla più. Il decreto definitivo, infatti, è ancora in via di elaborazione e l’intera iniziativa è attualmente al vaglio della Corte dei conti. Per questa ragione, abbiamo preferito mantenere il massimo riserbo sulla vicenda, per non innescare facili illusioni e inutili speranze. Ci auspichiamo, ovviamente, di poter confermare l’intero finanziamento a stretto giro, fermo restando che sarà l’attuale Consiglio di amministrazione in carica a comunicare l’esito conclusivo della pratica dapprima all’Assemblea dei soci e, in seconda istanza, al territorio e a tutti i beneficiari. In tal senso si ricorda infine che i beneficiari stessi dovranno rivolgersi solamente al GAL e ai suoi uffici al fine di ottenere corrette ed esaustive informazioni».

«Una gran bella soddisfazione»

«Per questo progetto, l’ambito tematico che avevamo individuato – scrivono Beppe Ballauri, Giorgio Giaccheri, Paolo Manera e Valter Roattino – è stato quello della competitività del sistema produttivo con la creazione di filiere ed in particolare quella bosco - castagno - legno ed una forte valorizzazione delle risorse naturali, in particolare quelle forestali dei boschi in un’ottica di turismo sostenibile. E’ risultata una scelta vincente! Per il territorio monregalese, si tratta di un rilevante successo che vede premiato l’impegno profuso e la tenacia nel perseguire un obiettivo difficile da raggiungere in considerazione del notevole numero di progetti presentati in tutta Italia, ben 50 di cui solo 29 ammessi. Per questo, ringraziamo di cuore chi, nel 2021, ci ha dato fiducia e con noi ha creduto al Progetto: 46 imprenditori del territorio, 26 del settore agricolo, 6 del settore artigianale e 14 del settore recettivo-turistico, operanti due a Briaglia, due a Frabosa Soprana, tre a Frabosa Sottana, uno a Lesegno, due a Monastero Vasco, uno a Monasterolo Casotto, due a Montaldo, due a Niella Tanaro, quattro a Pamparato, tre a Roburent, sette a Roccaforte, due a Sale San Giovanni, sei a San Michele, quattro a Vicoforte, tre a Villanova, due a Viola. I loro 46 progetti sono finanziabili con un contributo a fondo perduto fino ad un massimo del 60% del costo dell’intervento. E’ doveroso oltremodo ringraziare queste 46 imprese in considerazione del fatto che i loro progetti possono consentire la realizzazione, con contributo ministeriale pari al 100% del costo, dei progetti presentati sul turismo sostenibile nell’ambito dello stesso Progetto pilota, dai Comuni di Frabosa Sottana, Niella Tanaro, Montaldo, Pamparato, Roburent, Roccaforte, Sale San Giovanni, Villanova e dall’Unione Montana di Ceva. Innovativi percorsi naturalistici in area forestale per un turismo sostenibile caratterizzano i progetti di tutti questi Comuni e dell’Unione Montana. In più il Progetto di Montaldo prevede la realizzazione di un Parco Avventura e di una Zip line, quello di Pamparato un campo da padel, quello di Roccaforte di un Pump track, di una palestra di roccia e di una Zip line. Alcuni di questi interventi oggi non esistono e sicuramente rappresentano un contributo determinante per la crescita dell’offerta turistica di tutto il territorio. Per questo importante traguardo raggiunto, un sincero grazie alle 46 imprese. Per noi tutti una gran bella soddisfazione».

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