Addio a Ferlinghetti, l’editore dei beat

Se ne va a 101 anni Lawrence Ferlinghetti, un monumento della storia della letteratura. Poeta, scrittore, editore e libraio fu uno dei principali artefici del movimento beat

Ci ha lasciati il 23 febbraio, all’età di 101 anni, Lawrence Ferlinghetti, poeta statunitense che era stato tra i grandi della beat generation. Nacque a New York nel 1919: il padre Carlo era un italiano, emigrato qui nel 1872. La sua poesia traeva ispirazione da Whitman ed esprimeva perfettamente il pacifismo tipico del movimento, con una condanna della guerra che sapeva alternare, nei diversi testi, lirismo e acuminata ironia. Trasferitosi a San Francisco nel 1951, nel 1953 vi aveva fondato la libreria City Lights Rocket Bookshop, dal titolo dei celebre film di Chaplin, che divenne poi anche editrice e centro nevralgico del movimento beat dei ’50. Le sue liriche sono raccolte in “Pictures of the gone world” (1955) e “A Coney Island of the mind” (1958), e come detto l’elemento centrale sono le poesie politiche come quelle per l’impeachement di Eisenhower, “Where is Vietnam?” (1965), “Tyrannus Nix?” dedicata a Nixon e “Poetry as insurgent art” (2007). Si è anche occupato di teatro, di romanzo (“Her”, 1960), di critica letteraria e di pittura, ma la sua produzione lirica rimane centrale. Assieme all’attività editoriale: fu lui a pubblicare “Urlo” (“Howl”, 1955) di Allen Ginsberg, che venne poi rinviato a processo per oscenità in un dibattito destinato a fare epoca: il giudice infatti assolse l’opera per il suo impegno morale, che redimeva gli elementi di presunta volgarità, non gratuiti ma funzionali alla denuncia, sancendo una stagione di maggiore libertà artistica ed espressiva negli USA della beat generation. Nel 2011 Torino vide una mostra “Omaggio a Lawrence Ferlinghetti per i 150 anni dell'Unità d'Italia”, nel quadro delle cui celebrazioni Ferlinghetti aveva presentato i poemi “Song of the third world war” and “Old italians dying”. Nel 2019, nel centenario della nascita, è stato edito il testo autobiografico “Little boy”.