Villanova: il Tar accoglie il ricorso del Comune: decade il vincolo sul Momburgo

Era stato posto dalla Regione nel 2017, in seguito all’interessamento del Comitato “Ama il tuo paese”

È decaduto il vincolo paesaggistico sul Momburgo. Ne ha dato conto il sindaco, Michelangelo Turco, nel corso del Consiglio comunale a Villanova M.vì mercoledì sera. Una notizia che riapre una questione sul tavolo ormai da più di dieci anni a Villanova e che pone l’eterno dilemma tra esigenze dell’economia e della tutela ambientale e paesaggistica. Il vincolo infatti era stato posto sulla zona in seguito all’interessamento del Comitato “Ama il tuo paese”, un dibattito che si era innescato addirittura sotto l’Amministrazione di Giuseppe Boasso. Il Comitato, appoggiato anche da diverse Associazioni ambientaliste e in seguito dal FAI, aveva fatto pervenire un’istanza alla Regione perché la zona fosse tutelata e posta sotto vincolo paesaggistico e ambientale. Con i tempi lunghi della burocrazia, il passaggio era stato espletato, con il sopralluogo della Commissione nel 2016 e l’assenso positivo al vincolo del 2017. Entrambi i Comuni, Roccaforte e Villanova, all’epoca si erano dichiarati contrari a questo provvedimento. Villanova ha fatto partire il ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Ricorso che ha avuto esito positivo. «Per una pura questione formale – commenta Maria Grazia Chiriotti, membro del Comitato –: non è stata contestata la validità della zona dal punto di vista paesaggistico ambientale. Il Tar ha individuato irregolarità formali nelle assemblee che hanno deliberato per il vincolo. Ci appelleremo, a questo punto, alla Regione Piemonte perché ricorra contro la decisione presso il Consiglio di Stato». Sono tante le questioni aperte sulla zona del Monte Calvario, non ultima la tutela dei beni artistici (come i piloni della Via Crucis) e dell’area verde, una delle più belle del paese. Nell’area è presente anche la cava dismessa “Silte” che è stata acquistata dall’Edilvetta, di cui dovrebbe essere completato il recupero. Tra le ipotesi per il suo utilizzo c’era quella del polo di stoccaggio di materiali. «Abbiamo fatto ricorso contro il vincolo perché a nostro avviso la zona è già sufficientemente tutelata – il commento del sindaco, Michelangelo Turco –, ci sono già i vincoli paesaggistici del Piano regolatore, non c’era bisogno di aggiungere divieti ai divieti, oltretutto creando difficoltà in più a Villavecchia, una zona in cui è difficile convincere i privati a insediarsi o intraprendere interventi di riqualificazione. Poi l’area individuata era molto ampia, scendeva nel Garombo verso Garavagna e andava verso Branzola, creando ulteriori difficoltà alle aziende agricole. Il venir meno del vincolo per noi significa semplicemente meno oneri per chi vuole intervenire sui fabbricati o prendere iniziative». Sul tema dell’espansione dell’attività estrattiva delle cave, che è uno dei temi su cui storicamente verte il dibattito, Turco precisa: «Le cave seguono le loro normative e i loro canali, le autorizzazioni non fanno nemmeno capo al Comune. Oltretutto vedo particolarmente improbabile un’espansione verso Monte Calvario, visto che la zona della cava in quella direzione è già stata tutta recuperata, addirittura con le semine verdi in funzione. Oltretutto Monte Calvario è una zona di proprietà comunale».