Il piccolo Elion vince la borsa di studio e vola negli Usa

Vincitore della borsa di studio del Banco Azzoaglio, frequenterà la 4ª classe in una “High School” americana. 

Mercoledì mattina della settimana scorsa. Istituto “Baruffi” di Ceva, 3ª Liceo Scientifico. In classe sta svolgendo la lezione il prof. Aldo Intagliata. Entrano la dirigente, Antonella Germini, ed Erica Azzoaglio, amministratrice dell’omonimo Banco di Credito cebano. Tutti gli studenti intuiscono il motivo: fra loro c’è il vincitore della 11ª borsa di studio, che frequenterà la 4ª classe in una “High School” americana. Silenzio tombale. Poi Erica Azzoaglio si avvicina ad un banco e pronuncia un nome. Quello di Elion Aliu.
«Nella nostra classe in tanti avevano partecipato alle selezioni. E subito ho stentato a credere che fossi proprio io il vincitore. Ho ringraziato e ho chiamato mio padre al cellulare. Neppure lui voleva crederci. Poi tutti compagni a congratularsi, anche chi non ce l’aveva fatta».

Incontro Elion nella sua casa di Bagnasco, assieme ai genitori, la mamma Merita ed il papà Shaban, albanesi giunti in Italia dal 1998 e da anni cittadini italiani, come il loro figlio Elion. È sera, al termine di una giornata lavorativa, unico momento in cui la famiglia si riunisce.

«Per noi l’America è l’Italia – esordisce papà Shaban –. E sapere che Elion andrà negli Usa è straordinario. Siamo arrivati qui nel 1998. In Albania abitavamo vicino a Tirana e con mia moglie ci eravamo sposati da dieci mesi. Era luglio ed eravamo nel periodo delle vacanze da scuola. Lei, 28 anni, era insegnante elementare, io, 30 anni, docente di matematica e fisica in un Istituto di cui ero appena stato promosso a dirigente. Guardavamo il mare e facevamo il bilancio della nostra vita. Il futuro però non ci dava speranze di miglioramenti. Così in un attimo decidemmo di partire per l’Italia. Merita aveva già dei fratelli a Bagnasco e quella fu la destinazione. Ci imbarcammo su un motoscafo veloce in 28, più tre scafisti. Per il viaggio pagammo un milione e 200 mila lire a testa, lo stipendio di un anno. Ci aiutarono a mettere insieme la somma genitori e parenti».

«Ricordo come fosse adesso il cielo stellato di quella notte – aggiunge mamma Merita –, il mare era calmissimo e in un’ora arrivammo nei pressi di Brindisi. Sulla spiaggia era acceso un fuoco da persone in vacanza. Quando ci videro, fu un fuggi fuggi generale. Loro da una parte e noi dall’altra. Ci nascondemmo sino al mattino, poi arrivò chi doveva prenderci in carico e nasconderci per qualche giorno: tutto compreso nel prezzo pagato. Prima a Brindisi poi ad Ostuni, dove arrivarono i miei fratelli per accompagnarci a Bagnasco, da dove non ci siamo più mossi». Subito furono avviate le pratiche per il permesso di soggiorno, che arrivò un anno dopo. «Eravamo senza soldi e senza lavoro – continua papà Shaban – e intanto abbiamo appreso di aspettare Elion. In tanti
ci hanno aiutato, compreso un medico, il dr. Bruno Pasero, ginecologo, che per noi fece tanto, senza mai chiederci nulla…». Dopo la nascita di Elion, entrambi trovano lavoro: lui come muratore con una ditta di Garessio, che poi lo assumerà e con cui è ancora oggi, e lei come addetta alle pulizie. Sono anni di privazioni e di sofferenze, con la convinzione, però di aver fatto la scelta giusta.

In paese però non tutto va bene: trovano sì una casa che rimettono a posto (dove vivono tuttora), ma ci sono anche voci contro. Proprio come accadeva a Torino, con i meridionali che dal Sud avevano raggiunto la capitale piemontese per lavorare alla Fiat. E sui muri della stazione compare anche qualche scritta razzista… Ancora Shaban: «Mio figlio è migliore di me. Merita il premio che ha vinto. Certo ho sempre nostalgia del mio paese, ma avendo lui, cerco di farla passare, perché il mio Paese, come quello di mia moglie e mio figlio è l’Italia. In Albania per viverci non ci torneremo più».

Elion ascolta sorridendo: «Ancora oggi stento a credere che ad agosto partirò...». Papà Shaban lo guarda con soddisfazione, mentre anche mamma Merita sorride. Ma i suoi occhi tradiscono un velo di tristezza, forse al pensiero per quel periodo che li separerà per la prima volta.

Nelle foto, il momento in cui Erica Azzoaglio comunica a Elion che è il vincitore della borsa di studio e, sotto, il
giovane con i genitori nella casa di Bagnasco.