L’influencer di Sandro Botticelli

Chiara Ferragni promuove gli Uffizi con un azzardato parallelo con la Primavera, tra polemiche e boom di visite. Un modello esportabile?

La scorsa settimana Chiara Ferragni, l’arcinota influencer (20 milioni di follower instagram, sesta nella classifica mondiale, 12.000 euro per singolo post), ha visitato gli Uffizi di Firenze per una campagna promozionale del museo. La Ferragni si è fatta immortalare davanti alla iconica Venere di Botticelli, e il testo degli Uffizi stabiliva un arrischiato parallelo: «L’ideale femminile della donna con i capelli biondi e la pelle diafana è un tipico ideale in voga nel Rinascimento, magistralmente espresso alla fine del ‘400 da Sandro Botticelli. Ai giorni nostri l’italiana Chiara Ferragni incarna un mito per milioni di follower, una sorta di “divinità” contemporanea nell’era dei social». L’entusiastico paragone non ha mancato di suscitare le immancabili geremiadi sul decadimento della cultura se questa ha bisogno delle starlette di instagram per brillare. Non entriamo in questa ormai annosa questione, se non per sottolineare che l’eccesso di enfasi degli Uffizi è indubbiamente voluto, per scatenare polemiche e visibilità: il risultato (messo in discussione da alcuni) è un +27% di visitatori, sedotti dall’opportunità di replicare la photo opportunity. In primis, presumo, un esercito di bionde sedotte dal lusinghiero parallelo suggerito dalla diva. Gli Uffizi del resto non sono nuovi a discusse strategie aggressive per svecchiare la propria immagine, come un Tik Tok ufficiale popolato di meme piuttosto irriverenti (ma lo fa perfino la Treccani su facebook). La Ferragni intanto continua il suo tour, e oggi è al Museo archeologico di Taranto (che, meno iconico degli Uffizi, sicuramente potrà beneficiarne ancor di più). Per conto nostro, sarebbe intrigante immaginare una promozione simile per il territorio monregalese, con qualche icona turistica (di quelle che, recentemente, anche l’Unione sta riscoprendo, con una sezione apposita e una serie di articoli dedicati) valorizzata da una webstar con il suo valore estetico e una piccola polemica dedicata. Escluderei le icone dell’arte sacra per evitare di “scherzare coi santi”, e magari, per deformazione personale, magari punterei sulla “storia esoterica” (sul modello di Mahmood promotore dell’Egizio a Torino), con qualche frisson tra il templare e il massonico sullo sfondo dei nostri monumenti gotici. La linea già tentata dal “CuNeoGotico” a un livello alto, ma da riproporre qui in chiave più pop, magari – che so – una inquietante Asia Argento sullo sfondo dell’Inferno di Bastia. Naturalmente non sono un esperto, e forse questo filone è ormai sorpassato. A costo più contenuto, si può sempre imitare il tik-tok degli Uffizi, e buttarsi sui meme a sfondo medioevale sfruttando qualche esponente della Z-Generation monregalese.