Grandine sui frutteti in fiore: tecnici Coldiretti al lavoro per la conta dei danni

La perturbazione ha interrotto una siccità da record: «Ancora una volta ci troviamo alle prese con gli stravolgimenti climatici». Danni a macchia di leopardo dal Braidese al Fossanese, dal Saviglianese al Saluzzese

Dopo 111 giorni di assenza di precipitazioni, a fine della scorsa settimana sono arrivate le tanto attese piogge sulle campagne cuneesi ma anche la neve e le prime grandinate. Lo rileva Coldiretti Cuneo, i cui tecnici sono al lavoro in tutto il territorio per la stima dei danni nelle aziende agricole ai frutteti in fiore, ai campi seminati a cereali, fino ai prati destinati alla produzione di foraggio ricoperti da alcuni centimetri di ghiaccio misto a neve. Intense grandinate hanno imbiancato a macchia di leopardo moltissime aree della Granda – sottolinea Coldiretti – dal Braidese al Fossanese, dal Saviglianese al Saluzzese, con incursioni in alcune valli cuneesi. Si tratta del primo vero episodio di maltempo degli ultimi tre mesi e mezzo che ha interrotto una serie consecutiva di giornate secche da record. Il periodo compreso tra il 9 dicembre 2021 e il 29 marzo 2022, secondo l’analisi di Arpa Piemonte, è al secondo posto tra i periodi secchi più lunghi degli ultimi 65 anni. In ogni caso le piogge, sebbene abbiano portato un po’ di sollievo all’eccezionale situazione di carenza idrica diffusa sull’intero territorio, non sono sufficienti a mitigare la siccità severa degli ultimi mesi. Preoccupano, infatti, la mancanza di riserve idriche, gli abbassamenti dei livelli di falda e della portata dei corsi d’acqua, elementi fondamentali per garantire l’irrigazione estiva delle colture. «Ancora una volta – dichiara il delegato confederale di Coldiretti Cuneo, Roberto Moncalvo – ci troviamo di fronte agli effetti del cambiamento climatico, fatto di sfasamenti stagionali, sbalzi termici, lunghi periodi siccitosi interrotti da eventi piovosi eccezionali. Un fenomeno ampio e complesso che, anche alla luce delle nuove difficoltà legate alla guerra, all’instabilità dei mercati internazionali e all’incertezza sulla sostenibilità finanziaria delle aziende agricole, impone un radicale cambio di prospettiva per ripensare strategie a lungo termine anziché governare l’emergenza». «L’agricoltura è il più importante mitigatore degli effetti del cambiamento climatico, un monito per investire su nuove produzioni agricole, sulla tutela del patrimonio boschivo e sulle energie rinnovabili con fotovoltaico sui tetti e biogas dai reflui zootecnici» aggiunge Fabiano Porcu, direttore di Coldiretti Cuneo.



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