Fantascienza sull’Unione nel primo ‘900

Ci è capitato spesso di analizzare come l'Unione ha trattato la cultura pop nei decenni passati, con uno sguardo di favore per la fantascienza. Abbiamo perciò voluto in questo numero odierno della nostra rubrica esaminare il punto seminale di questo incontro, risalendo il più indietro possibile. Non potevamo farci guidare dal termine "fantascienza", relativamente recente, coniato nel 1952. Abbiamo allora cercato alcuni termini chiave come autori e altri sinonimi d'epoca, e il risultato è perlomeno curioso.

Sia pure marginalmente, visioni futuribili occhieggiano abbastanza presto a Mondovì. il 30 / 4 / 1901, sulla "Gazzetta di Mondovì", un articolo riporta "le profezie di Wells" per quanto riguarda i trasporti. Il padre nobile della science fiction inglese fa ipotesi tutto sommato ragionevoli: migliorie al trasporto ferroviario, sviluppo del trasporto su gomma. Alla metropolitana sotterranea preferirebbe linee sopraelevate (che appaiono, ad esempio, in Metropolis, e diventano un luogo comune della fantascienza, citato anche in Futurama) e ritiene, ingenuamente, che ci si porrà il problema di evitare che l'aumento del traffico causi inquinamento e rumore, creando arterie separate per il traffico delle vetture.

fantascienza

Nel 1903, sull'Unione, appare invece una pubblicità de “Il mostro del Pacifico” di Jules Verne, il gran maestro della fantascienza francese. Il  17 / 1 /1906 viene addirittura annunciata una conferenza, prevista per Domenica 21 Gennaio, di quell'anno, verso le ore 17, in cui l’on. Cottafavi terrà alla Società di lettura di Breo una dissertazione su Giulio Verne prima del tradizionale pranzo annuale dei soci, previsto in serata. Il nome dell'oratore non è dato, ma potrebbe trattarsi di Vittorio Cottafavi.

Il 24 / 7 / 1910, scagliandosi contro l'anticlericalesimo della maggior parte dei giornali, l'Unione cita un altro movimento, appena nato, che sarà spesso usato impropriamente come sinonimo di "fantascienza".

"Dopo questo po’ po' di roba che scrive il surriferito giornale, crederete ancor
voi che questo sia davvero un imparziale? Imparziale? O non piuttosto il
contrario? Così come il magno organo socialista italiano si intitola pomposamente Avanti! per significare che va sempre indietro.....
Evviva dunque alle antitesi! O meglio evviva al... futurismo!!"

Il movimento futurista di Marinetti era sorto nel 1909, quindi questa attestazione è abbastanza precoce. Ne scriverà più ampiamente il professor Agide Noelli, artista locale di alta qualità, Il 2 / 4 /1913 sulla Gazzetta di Mondovì, l'altra testata cittadina: un ampio servizio in prima pagina, tutto sommato non sfavorevole all'innovativo movimento, sia pure con qualche cauta presa di distanza critica che si intuisce tra le righe.

Il caso di "futurismo fantascientifico" più curioso appare però sull'Unione, il 21 / 12 / 1929
L'articolo si apre per l'appunto così:

"FUTURISMO. — Dalla terra alla luna: il prof. Oberth di Berlino intende di
lanciarli un proiettile razzo secondo il sistema da lui inventato e già provato con successo per lanciare uffa macchina ferroviaria a fantastica velocità; il lancio avverrà dalle sponde del Baltico è già si stanno ­facendo i preparativi."

Nel dopoguerra sembrano diminuire questi pezzi di colore, e se si parla di fantascienza è solo per dichiarare se sono più o meno accettabili i vari film proposti dai cinema sotto il profilo della morale cattolica. Nel 5 / 3 / 1949, ad esempio, Il Cervello di Frankenstein è accettabile, ma con riserva.

Torna a volta l'uso della fantascienza sotto il profilo della metafora, quasi su influsso del 1984 di Orwell:

12 / 02 / 1955, titolo "La Chiesa e la Cultura"
"I cattolici hanno raccolta l’Italia pezzente, dopo che fa cultura liberale l’aveva,
abbandonata nelle mani del robot fascista che quando si è guastato è stato sostituito dal robot comunista e l’ha rivestita, se non da signora, almeno da donna onesta!"

In seguito, tra anni '50 e '60, si parla più ampiamente di science fiction, sia in riferimento ai film di genere, sempre più predominanti, sia in riferimento ai paralleli sviluppi dell'astronautica, dallo sputnik del 1957 alla conquista della Luna nel 1969, e oltre. Ne abbiamo già parlato e ci torneremo: ma qui ci sembrava giusto tributare un omaggio a questi nostri predecessori locali di oltre un secolo fa.