A Mondovì Piazza tornano le gare di Bocce Quadre

Domenica 16 agosto, durante la Mostra dell’Artigianato a Mondovì Piazza, andrà in scena l’ottava edizione del Campionato italiano di bocce quadre, che nel Monregalese, grazie alla sempre frizzante ed elettrica Associazione Bocce Quadre Mondovì, sta diventando un evento imperdibile.

Nonostante le evidenti difficoltà organizzative per mantenere tutti gli standard e tutte le norme, nonostante alcune limitazioni (per esempio le aree giochi verranno concentrate nella parte bassa di piazza Maggiore e destinate unicamente ai giocatori autorizzati) l’evento è confermato. Il pubblico ed i tifosi potranno assistere dalla gradinata sempre nel rispetto delle norme di distanziamento fisico. Queste la parole di Fabrizio Lanza, a nome di tutto il Comitato organizzatore: «Confidiamo sin da ora nella comprensione e collaborazione da parte di tutti gli amici delle bocce quadre cui chiediamo di aiutarci nella gestione di questo momento particolare. Alla luce del periodo che stiamo vivendo abbiamo deciso che saranno ridotti al minimo i premi che saranno destinati solamente alle prime 4 coppie classificate ed alla Miss Bocce Quadre».

Le iscrizioni prenderanno il via alle ore 10 con successivo inizio dei gironi di qualificazione. Si qualificheranno al tabellone finale le vincenti dei singoli gironi e, in caso di iscrizioni inferiori ai 16 gironi, verranno ripescate le migliori seconde coppie degli stessi. L’elezione della Miss Bocce Quadre inizierà alle ore 17 circa. Dalle 18 circa si darà il via al tabellone finale.

Un gioco imprevedibile come l’attuale politica
di ERNESTO BILLÒ
Tanto di cappello a Mondovì tornata capitale. Circa sessant’anni fa, ai tempi di “Campanile Sera”, Mondovì fu addirittura “capitale morale d’Italia” per decreto di un fine umorista come Giovanni Mosca ammirato dell’organizzazione e della partecipazione corale ad un gioco che, ai primordi della Tivù, stava procurando vasta rinomanza e simpatia alla nostra città. Era un titolo a scadenza che si riaffaccia ora grazie alla perspicacia e alla tenacia di Fabrizio Lanza e del suo staff che hanno riportato Mondovì al livello di capitale: capitale nazionale – pensate! – delle bocce quadre! Uno sport nuovo e spiritoso da disputare non con banali bocce rotonde ma con bocce quadre, spigolose.
Le bocce tradizionali già avevano avuto da noi campioni di tutto rispetto, come Racca, Ambrogio, Bonadio, in cortili, in piazze assolate, sotto viali ombrosi e poi in bocciodromi promossi dall’Aurora, dalla Gazzola, dalla “Carassonese”, dall’U.S. Altipiano, dal Circolo del Bogato e dal Bar Sport di Enrico Bergia. Ma là tutto era calibrato al millimetro: il punto, la raffa, il tiro al volo. Guai uscire dalla riga segnata con la punta della scarpa; guai fare un passo in più. Ogni dannata ghiaietta poteva deviare all’ultimo una boccia ben mirata, e ad ogni disputa c’era chi era pronto a misurare con la sua cinghia le distanze dal pallino, disposto a perdere i calzoni ma non la partita. Poi, dopo tanto dibattere e sudare, fraterni pagamenti alla romana del buon numero di bottiglie scolate nella calura ponderidiana.
Niente di tutto ciò con le bocce quadre, a cui né la geometria né la fisica consentono di essere maneggevoli e scorrevoli e neppure di venire pienamente indirizzate dalla volontà di chi le lancia.
Dunque, un gioco particolarmente adatto ai distanziamenti e ai rigidi criteri di sicurezza imposti dalla pandemia; e vivaddio – un gioco che non richiede costosi stadi, palazzetti, palestre, ma solo spazi all’aria aperta, meglio se in salita e in discesa con percorsi accidentati.
Terreno ideale per le bocce quadre proprio la Piazza Maggiore di Mondovì, con i suoi ciottoli, i cubetti di porfido, il recente ricordo di improbabili cubotti, di lastricature sconnesse e insidiose. Semplici le regole, aperte tuttavia al caso e all’imprevedibilità. A scanso di arrabbiature e delusioni, le squadre devono esserne consapevoli e però tentare l’impossibile: far quadrare i lanci e, col dovuto allenamento, magari far poi anche quadrare... i bilanci e il cerchio in cui siamo tutti attualmemte stretti e costretti. Insomma, bocce e palle quadre come risorsa e speranza non solo per lo sport monregalese, ma – chissà – per l’Italia tutta. Con un grazie fin d’ora agli ideatori, agli organizzatori e agli avventurosi giocatori impegnati in imprese dall’esito incerto e imprevedibile almeno quanto lo sono le attuali contese politiche.

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