La seconda vendemmia più precoce dal dopoguerra

Coldiretti: «Sarà un 2015 da ricordare per qualità e quantità». In Piemonte si stima un aumento del 10% della produzione rispetto al 2014.

Da oltre un decennio non si vendemmiava così presto in Italia. Grazie alle alte temperature dei mesi di luglio ed agosto, si è registrata un’accelerazione dei processi, tanto che quella di quest’anno si classifica come la seconda vendemmia più precoce dal dopoguerra, dietro solo a quella del 2003. Molto, tuttavia, dipenderà dal mese di settembre, durante il quale avverrà la maggior parte delle operazioni di raccolta. «L’andamento stagionale fin qui favorevole e i rilievi che si stanno facendo inducono all’ottimismo sulla qualità del prodotto di quest’anno. A favorire tale situazione anche un cambiamento del modus operandi in viticoltura: al diserbo chimico sta subentrando sempre più la lavorazione meccanica per il controllo delle infestanti e la lotta ai parassiti avviene attraverso l’utilizzo della lotta integrata che vede notevolmente diminuito l’uso dei fitofarmaci», spiega Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte. «Per il Piemonte – dice Roberto Cabiale vicepresidente regionale Coldiretti con delega al Settore vitivinicolo – sono previsti progressi a doppia cifra: possiamo stimare un più 10% rispetto alla produzione 2014 grazie alla qualità delle uve e all’ottimo stato in cui si trovano i vigneti. Il Dolcetto, non avendo subito il freddo notturno, risulta essere in buone condizioni e ha ritrovato una sua stabilità sul mercato. Stiamo ultimando la raccolta delle uve Moscato e Chardonnay, siamo in attesa di poter partire con quella di Roero Arneis, cui seguirà verso, la fine di settembre, quella di Barbera e Nebbiolo».
«Auspichiamo in un clima settembrino ancora mite su tutto il territorio piemontese – conclude Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Piemonte –, che detiene una superficie vitata di 43 mila ettari e, nel 2014, ha registrato una produzione di oltre 3,5 milioni di quintali di uva da vino. Al momento ci sono tutte le condizioni per un’annata da ricordare e per far sì che il vino "Made in Piemonte", grazie ai suoi alti standard qualitativi, continui ad essere molto richiesto anche all’estero: il mercato statunitense, in particolare, assorbe oltre il 30% dell’export di vino piemontese e, nel 2014, le esportazioni negli USA hanno raggiunto i 200 milioni di euro».