Attraverso Festival, il fuoco dell’arte cammina con me

Delle tre proposte agostane, l'Attraverso Festival è l'unico ad avere avuto una "anteprima" a luglio (con Paolo Rumiz), ma soprattutto ad essere il più itinerante e trasversale dei festival estivi ed a comprendere un territorio che copre un raggio di 200 km tra Langhe, Roero e Monferrato.

Il viaggio lungo questa selezione di tre festival estivi che animeranno il nostro territorio nel mese di agosto si conclude con quello che più degli altri andrebbe ricompreso tra le rassegne (e non un festival nella sua definizione più stretta e propria), quello che copre un territorio assai vasto e che si allungherà anche sul mese di settembre.

La Storia e il programma

L'Attraverso Festival è nato con l'obiettivo di raccontare un territorio vicino, ricco di fascino (e inserito dall'Unesco nel 2014 tra i territori patrimoni dell'umanità), che nella sua vicinanza cerca motivi di aggregazione e un modo per parlare all'esterno univoco. La voce di Langhe, Roero e Monferrato, territori separati (talvolta) da uno spazio geografico notevole diventano la culla per far germogliare l'arte e veicolarla, parlando dei paesi (21 in totale) che la ospitano e della cultura e delle colture che la abitano.

Questo lo spirito con cui si potranno così assistere ai live di Fabrizio Bosso in "Tandem" con Julian Oliver Mazzariello (il 25 agosto a Grinzane Cavour), a rivivere il mito antico raccontato dalle voci "cinematografiche" di Steve Della Casa ed Efisio Mulas (i protagonisti di Hollywood Party, trasmissione radiofonica di Radio Rai 3), la "Festa degli Invisibili" (sabato 26 agosto nel centro storico di Barbaresco) con Erri De Luca, Gabriele Mirabassi, Roberto Taufic e Ascanio Celestini, lo spettacolo teatrale di Marco Paolini (venerdì 1 settembre) all'Auditorium Horszowski di Monforte, fino alla Festa della Vendemmia (il giorno dopo) nella Tenuta Fontanafredda di Serralunga d'Alba insieme ai giornalisti sportivi-enograstronomici Gianni Mura e Gigi Garanzini, e ancora i Tre Lilu a Calamandrana Alta, i già citati Baustelle alla Zizzola di Bra (venerdì 8 settembre), il concerto per pianoforte solo (a Novi Ligure) di Aeham Ahmad e Cristiano De Andrè al "Sociale" di Alba (sabato 9 settembre).

La parola a Paola Farinetti di Attraverso Festival. Uno sguardo per unire

Per capire meglio di che si tratti, ci siamo fatti raccontare l'Attraverso Festival da Paola Farinetti, una delle "menti" che ha progettato e realizzato questo progetto.

Da dove nasce l'esigenza di fare un festival su un territorio così ampio?
Ci interessava fare un festival in cui non contano solo i nomi degli artisti sul palco, ma voler raccontare un territorio, cercando soprattutto progetti speciali, pensati per i luoghi dove si sarebbero svolti. Per esempio quello con cui abbiamo aperto e lanciato l'edizione del 2017: Paolo Rumiz nel parco Capanne di Marcarolo, con il progetto Tamburi di Pace 2.1, 84 giovani musicisti, tra gli 11 e i 18 anni, provenienti da tutta Europa e dal Medio Oriente. Hanno partecipato 2000 persone; cosa non da poco, vista la posizione non certo agevole. Cose necessarie, di qualità, in contesti particolari, che raccontino una storia, cercando di abbinare una cultura anche materiale e materica.

Quali gli altri eventi che definirebbe "significativi"?
Un'altra giornata particolare sarà quella di Barbaresco il 26 agosto che abbiamo intitolato la "Festa degli Invincibili", quando il Paese verrà chiuso (si entra pagando 5 €) e alle 19 ci sarà uno spettacolo di Erri De Luca con Gabriele Mirabassi al clarinetto e Roberto Taufic alla chitarra intitolato Mediterrano e, dopo la cena servita con i prodotti tipici locali, le fiabe per adulti (che volevano essere bambini cattivi) di Ascanio Celestini: il paese intero diventa così palcoscenico e l'elemento artistico diventa occasione di riflessione. Un altro esempio, ancora, sarà quello di Monforte dove il 1° settembre Marco Paolini ci proporrà una maratona teatrale con ben 2 spettacoli, uno alle 18 e il successivo alle 21. E via così, a Novi Ligure sarà portata sul palco la storia di Aeham Ahmad: nelle periferie della capitale siriana suonava ogni giorno un pianoforte montato su un carretto, una forma di resistenza, portando la musica in mezzo al frastuono della guerra.

Com'è nata l'idea di questa manifestazione e di un progetto così "coraggioso"?
Piaceva l'idea di valorizzare dal punto di vista artistico e culturale, su un'area geografica molto ampia, dispersa su un raggio di quasi 200 km e che abbraccia 3 province, un territorio che nelle diversità, paesaggistiche e umane, viene riunito dalla bellezza. Spesso e volentieri ci diciamo che dobbiamo collaborare, fare rete, e poi queste idee rimangono dei buoni propositi, sommersi dai campanilismi. Abbiamo la fortuna che l'UNESCO ci ha detto che insieme siamo un patrimonio per l'umanità, e questo festival nel suo piccolo è un altro strumento che vuole testimoniare questo concetto.
Quest'anno faremo tappa ad esempio nel comune di Libarna, che è un sito archeologico meraviglioso, una "Pompei" del Piemonte. Quasi nessuno però conosce questo luogo, mentre tutti conoscono l'outlet di Serravalle che sta a 5 km da Libarna. Questa non è l'idea di arrivare e "portare la cultura", noi abbiamo un lavoro molto intenso con tutti i referenti del territorio, con i quali condividiamo, ragioniamo sulle proposte. Abbiamo 21 comuni coinvolti, se non si parte dal coinvolgimento del territorio, non si lavora con lo stesso, magari può funzionare un anno, portando il nome "di peso", ma difficilmente si alimenta, si riesce a mantenerlo nel tempo.

L'idea di mettere insieme musica, teatro e letteratura, invece da quale esigenza nasce?
Fare le cose che ci piacciono e che sono adatte per un determinato luogo, questo è il principio. Il nostro è un festival nomade e itinerante, in cui spesso si occupano spazi inutilizzati, cercando di proporre ad esempio musica di più generi (dai Baustelle alla musica classica). E' fondamentale avere una duttilità di questo tipo. Nel 2016 abbiamo portato Ezio Bosso a Pollenzo, nel giardino dell'Albergo dell'Agenzia; Paolini è perfetto per Monforte, luogo in cui abitualmente si ascolta musica jazz.

Seconda edizione, la più pericolosa...
lo scorso anno siamo stati fortunati per afflusso di gente e per ripetere un buon risultato come quello occorre trovare un rapporto diretto con il pubblico e soprattutto soluzioni efficaci con e per il territorio dove si svolgono e con chi lo vive.

Come sta in piedi la cultura?
Trovare i soldi è un lavoro immane, perchè un festival così ha dei costi, e perchè dislocarsi ha dei costi ancora maggiori. Noi montiamo e smontiamo palchi, ci spostiamo a destra e sinistra. La Regione Piemonte per prima ha creduto nel nostro progetto, le amministrazioni coinvolte, nonostante il patto di stabilità, riescono là dove possono a darci una mano. E poi otteniamo fondi dalle Fondazioni Bancarie. Un conto sono i comuni più grandi, come possono essere Alba o Bra, che riescono ad avere maggiore disponibilità, ma quelli più piccoli fanno molta più fatica; questo non vuol dire però che debbano essere "esclusi" da progetti di questo genere. Anche i più piccoli comuni possono dare il loro contributo, ci danno un aiuto logistico. In questo modo si mettono insieme un po' tutte le disponibilità e le potenzialità.
La cultura ha ancora un valore pubblico, purtroppo non si vede, ma ci costituisce come persone e come cittadini: è importante aggiustare marciapiedi, ma è importante dare da mangiare anche alle teste, curare la mente delle persone, il ché non vuol dire cultura di stato, ma dare strumenti affinchè le teste funzionino bene.