Consiglio comunale a Monastero: si discute dell’antenna

A Monastero Vasco si discute nel corso del Consiglio comunale circa l'antenna di SAn Lorenzo, il ripetitore, alto 30 metri, la cui futura costruzione è al centro del dibattito in paese.

A Monastero alle 19 si è aperto il Consiglio comunale, un'assemblea particolarmente attesa, in quanto tra i punti all'ordine del giorno c'è la risposta dell'Amministrazione all’interrogazione della minoranza relativa alla questione dell’antenna ed ha effettuato alcune comunicazioni in merito.

I primi punti trattati sono relativi all'approvazione del rendiconto di gestione del 2019 e al regolamento di Imu e Tari, che il sindaco ha illustrato ampiamente. Il Consiglio ha discusso di un passaggio, relativo a uno sgravio previsto dal regolamento e inerente ai "ciabot" rustici. In seguito ad una critica della minoranza (lo sgravio infatti sarebbe andato indiscriminatamente a tutti i possessori di questo tipo di costruzioni, a prescindere dal tipo e dallo stato delle stesse), il Consiglio comunale lo ha approvato con una modifica, prevedendo un autocertificazione dell'utente circa la destinazione d'uso e l'obbligo per il comune di effettuare controlli.

L'assemblea è arrivata a trattare il punto relativo all'interrogazione della minoranza circa la questione dell'antenna di San Lorenzo. Il sindaco ha risposto ai vari punti posti dai consiglieri.

«Sono a conoscenza del fatto che questa antenna sorgerebbe in una zona densamente popolata e dove è stato predisposto un pec, ma gli uffici non hanno rilevato motivi ostativi. Inoltre non risultano, in base a quanto individuato dal Gal Mongioie e dall'ufficio tecnico comunale, carenze autorizzative. La zona inoltre non è sotto vincolo paesaggistico». A domanda se l'Arpa sarebbe disponibile a monitorare i livelli di emissioni elettromagnetiche della zona, la risposta del primo cittadino è stata affermativa. Circa la comunicazione con i cittadini di Monastero, Zarcone ha risposto che «Un percorso costante è stato reso impossibile dall'emergenza del Covid, e la notizia dell'inizio dei lavori ha causato una forte accelerazione del dibattito». Il sindaco ha inoltre rivendicato di aver dato un'ampia informativa in merito negli scorsi anni. Inoltre il sindaco ha precisato che non sarà predisposto alcun "piano antenne" in quanto la giurisprudenza concorda attualmente sull'inefficacia di questi provvedimenti presi dalle Amministrazioni comunali.

Intende sospendere l'iter della pratica? La risposta è no: il principio di precauzione non è applicabile, la tecnologia del 4g è normata oltre ogni ragionevole dubbio e non ci sono i presupposti per un'azione giuridica.

Ferrua ha replicato: "Sarò breve: l'antenna ormai sarà fatta ed è impossibile fermarla. Faccio alcune precisazioni. La comunicazione della ditta è arrivata al comujne ad ottobre, la nostra interrogazione è del 20 febbraio. La domanda circa il percorso di condivisione era rivolto a quando la domanda è arrivata in comune. Poi quando è stata fatta l'interrogazione l'emergenza sanitaria ha impedito riunioni e discussioni sul tema, anche se già allora era già tardi. PEr quanto concerne il piano delle antenne non sto più a ricordarle quanto aveva scritto nel programma elettorale. Concordo con lei: non posso dire che non la mettiamo a San Lorenzo, ma magari la mettiamo ai Comini. Il piano antenne doveva individuare le zone del paese da tutelare. Abbiamo sentito dire che questa antenna è un bene di pubblica utilità e come tale non può essere impedita, anzi deroga dai normali parametri che impone sia la regolamentazione che la legge urbanistica delle distanze. Vorrei rivolgere un appello al sindaco: come si è garantito il diritto a questa ditta a installare l'antenna, le chiederei di garantire ai residenti di quella zona la legittima possibilità e necessità di vivere un paese salubre».

Il consigliere ha proseguito:

«Solo il tempo ci dirà il danno che queste antenne porteranno al territorio o non porteranno. Sul principio di precauzione ci sarebbe da discutere. Non sono in grado di dire se ci troviamo di fronte a un 4g normale o a un 4g già avanzato. Mi preme dare una comunicazione. Siamo ancora in attesa di sapere il nome e cognome dei residenti che hanno scritto una lettera dichiarandosi favorevoli all'installazione».

La minoranza ha dato lettura alla missiva inviata ai giornali locali in risposta proprio a quella prima lettera.  «La nostra azione andava al di là della politica, per la salvaguardia dell'ambiente. Purtroppo si è rivelata una lotta ai mulini a vento. Tuttavia qualcuno ha provato a buttarla in politica. Mi risulta che qualcuno abbia chiesto a un politico monregalese di intercedere perché quest'antenna non venisse fatta. Le chiederei se era a conoscenza di questo fatto».

Il sindaco Zarcone ha nuovamente preso la parola:

«LA ringrazio di avermi dato atto di averci messo la faccia, spero in quella data di aver spiegato bene i termini giuridici e tecnici. Ribadisco quello che abbiamo scritto sul programma elettorale. Fare il piano antenne però significa fare una scelta, verrebbe impugnata subito. La legge è dalla parte dei gestori degli impianti, inauditamente classificati come opere di urbanizzazione primaria. Sulla salubrità sono d'accordo siamo di fronte a un problema che va a impattare sul senso civico delle persone. Mi impegno pubblicamente a vigilare il più possibile.

Ribadisco che si tratta di un'antenna a 4g, la ditta lo conferma. Si tratta di una tecnologia di tipo tradizionale. Dovremmo essere riusciti a combinare con Arpa un incontro pubblico perché vengano a relazionare circa l'inquinamento elettromagnetico e la loro classificazione. Arpa è disponibile inoltre a comunicare tutte le informazioni in suo possesso ai cittadini e effettuare misure puntuali con centraline.

I tecnici della ditta hanno spiegato di dover installare l'antenna sulla collina di San Lorenzo perchè obbligati a garantire determinate percentuali di copertura del territorio nazionale che attualmente faticano a coprire, mi hanno spiegato che questo impianto copre, a 360 gradi, un territorio di 1 km o poco più: quindi copre Monastero Vasco, nemmeno tutta, le zone di Mondovì confinanti e i Gandolfi. Impianto di potenza limitata, con un raggio di copertura di un km, in sintesi. Una questione posta dalla delegazione di residenti era "è possibile abbassare l'altezza dell'antenna?" La risposta dei tecnici è stata: l'altezza dell'antenna è un fattore positivo e non negativo. Secondo i dettami, proprio dell'Arpa, più un'antenna è alta meno impatta sulla salute. Potrebbero essere disponibili a una piccola riduzione, non sotto i trenta metri, ma dietro a un riconoscimento dei costi da affrontare per l'operazione. Abbassamento dell'antenna, sia pure di poco, comporterebbe però una nuova istruttoria dell'Arpa che vede negativamente questo tipo di operazioni».

Il sindaco ha dato conto di una delle richieste proposte dalla popolazione è di spostare l'antenna di una decina di metri, per mimetizzarla nella vegetazione. I tecnici su questo si sono dimostrati possibilisti, ma la risposta ufficiale non è giunta in tempo per il Consiglio comunale.

«La ditta è riuscita a ottenere l'ordinanza per la regolamentazione del divieto di sosta per consentire alle macchine di accedere all'area (il comune non ha più competenza di polizia, è stata l'Unione montana a doversene occupare). La ditta ha predisposto un nuovo programma di lavoro che avrà inizio il 6 luglio.

L'ordinanza che ho pubblicato contro il 5g è stata commentata molto negativamente da Arpa, che mi ha inviato un modello di "revoca" dell'ordinanza. Un'ordinanza simile è stata impugnata dagli operatori al Tar e il comune in questione è tornato sui suoi passi. ci sono perplessità degli organi tecnici sulla legittimità di ordinanze 5g. Sul punto sono convinto che l'ordinanza sia corretta, nonostante qualche esagerazione».

«Accolgo volentieri l'invito della minoranza di lavorare insieme perchè si abbia il minor sacrificio possibile a livello di comunità. Non posso illudere la gente e dire "Per bloccare l'antenna" Credo che dobbiamo attendere con fiducia la risposta di Wind sull'arretramento e dovremmo esplorare il tema dell'indennizzo che i proprietari dei terreni edificabili possano ottenere. è opportuno fare una perizia del valore della proprietà immobiliare per poter avere un indennizzo»

Ferrua ha dichiarato di essere soddisfatto delle risposte fornite dal sindaco nel contesto del Consiglio, nota su cui si è chiusa l'assemblea.