«I due lavoratori precipitati dal viadotto Cento erano in sicurezza?»

Fortunatamente sono fuori pericolo, ma rischiano menomazioni permanenti. L'intervento di Filca-Cisl: "La formazione deve essere centrale"

«I due lavoratori precipitati per 20 metri da un ponteggio esterno sull’autostrada Torino-Savona erano in sicurezza? Hanno ricevuto la formazione adeguata, prevista dal contratto nazionale dell’edilizia?». Sono queste le domande che si pone – a un giorno dal grave incidente sul lavoro ai danni di due operai di origine ghanese sul viadotto Cento di Mondovì – la Filca-Cisl Piemonte.

I due giovani, di 20 e 21 anni, rimangono ricoverati in Ospedale, dopo essere giunti in gravi condizioni (codice rosso), l'uno al "Santa Croce" di Cuneo, l'altro al Cto di Torino. Sono fortunatamente fuori pericolo di vita, ma «rischiano menomazioni permanenti». Entrambi erano coscienti all'arrivo dei soccorritori. L'impresa di costruzioni, della provincia di Salerno, eseguiva lavori direttamente per Autostrada dei Fiori. «Ci siamo già attivati – afferma Ottavio De Luca, responsabile Filca-Cisl Piemonte – per ricavare ogni informazione utile a ricostruire la dinamica di quella che poteva trasformarsi in una vera tragedia».

«I due operai – continua De Luca – stavano rifacendo i solai e il guard-rail di un viadotto a 20 metri dal suolo, un lavoro molto delicato. Bisogna appurare se la formazione è stata effettuata, come prevede la legge, presso una Scuola Edile, specifica per i rischi del settore.  Stiamo appurando la qualifica; rischiano gravi menomazioni permanenti. Riponiamo massima fiducia nella magistratura e negli organi competenti per fare luce in maniera celere sulla dinamica e sulle cause di questo ennesimo, gravissimo infortunio. Vorrei ricordare che il sindacato è impegnato quotidianamente per indurre le imprese a redigere i piani di sicurezza e di coordinamento delle varie squadre impegnate nei cantieri».