Tornerà il treno sulla ferrovia abbandonata tra Mondovì e Bastia?

Il sindaco di Bastia, Francesco Rocca, ha incontrato l’ing. Cantamessa, direttore di Fondazione Fs, l’Ente che in meno di 10 anni ha già recuperato 1.000 chilometri di binari dismessi in Italia

Chiusa al traffico e abbandonata a partire dal lontano 31 dicembre 1985, in futuro sulla linea ferroviaria tra Mondovì e Bastia potremmo tornare a rivedere il treno? Per ora non c’è nulla di concreto, ma la scorsa settimana, a questo proposito, si è tenuto un primo importante avvicinamento. Il sindaco di Bastia, Francesco Rocca, ha incontrato, a Montiglio Monferrato, l’ingegner Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione Fs, che si trovava sul posto proprio per inaugurare la riapertura di un’antica linea ferroviaria appena rimessa in funzione. Il dottor Cantamessa e il suo staff, tramite la Fondazione appunto, sono al lavoro da quasi dieci anni con questa precisa mission: recuperare e riaprire come “ferrovie turistiche” le vecchie linee italiane, collegamenti un tempo cruciali che poi, per varie ragioni, sono stati dismessi, per venire successivamente via via divorati dai rovi e dalla vegetazione. «Dal 2013 ad oggi – ha spiegato l’ing. Cantamessa a Montiglio, durante la presentazione della risistemata Chivasso-Asti – la Fondazione Fs ha recuperato circa 1.000 chilometri di binari abbandonati, strappandoli all’incuria e alla vegetazione e restituendoli alla comunità e alla memoria storica del Paese. Su queste ferrovie poi, sul modello della Ceva-Ormea (una delle prime ad essere tornate in vita), vengono periodicamente organizzati treni storici o turistici, legati a eventi che si allestiscono nei paesi di sosta e nelle stazioni, anch’esse recuperate sempre dalla Fondazione». Seguendo questa strada, potrebbe esserci una possibilità, appunto, anche per la nostra Mondovì-Bastia. Il sindaco di Bastia, dopo la presentazione, ha incontrato l’ing. Cantamessa e i suoi collaboratori, che si sono mostrati interessati alla proposta di riaprire i circa 11 chilometri di strada ferrata che collegano i due centri. «Se andasse in porto, penso che questo sarebbe un progetto di rilancio davvero importante per tutto il territorio – ha commentato Rocca, dopo l’incontro –. Con il ritorno del treno infatti si andrebbero a recuperare fabbricati che ora si trovano in gravi condizioni di abbandono e, allo stesso tempo, si imprimerebbe una forte spinta al turismo locale. Stiamo muovendo solo i primi passi, ma intanto era importante iniziare a parlarne, ragionando sulla fattibilità dell’iniziativa. Speriamo ci siano sviluppi positivi al più presto». Sulla stessa linea anche il sindaco di Mondovì, Luca Robaldo, che ha aggiunto: «Da parte mia c’è la massima disponibilità. Parliamone, potrebbe essere un’ottima occasione di promozione».

Le incognite: recupero di fabbricati, binari e della galleria tra Breo e Altipiano
Verso una possibile riapertura, le incognite sono molte, è ovvio, a partire dal recupero del sedime, dei binari (mancanti in alcuni tratti) e delle strutture. La stazione di Bastia è un caseggiato di grandi dimensioni, per molti anni punto nevralgico dell’antico crocevia tra la Mondovì-Bastia e la Bra-Ceva, ma si trova in stato di completo abbandono da oltre 20 anni. Ci sarebbe ovviamente da verificare la stabilità dei diversi ponti sull’Ellero e, particolare assolutamente da non tralasciare, andrebbe rivalutata la possibilità di far passare il treno nell’ormai famosa galleria elicoidale di Mondovì, che collega la vecchia stazione di Breo alla stazione dell’Altipiano. Proprio questa elicoidale, infrastruttura se non unica nel suo genere comunque assolutamente particolare per costruzione e per la caratteristica di collegare due parti della stessa città, potrebbe rappresentare la chiave di volta per “convincere” Fondazione Fs a riprendere in mano il faldone (ormai impolverato) della Mondovì-Bastia, in modo da restituire nuova vita ad uno dei collegamenti storici del nostro territorio. Nei prossimi mesi la Fondazione Fs effettuerà un sopralluogo sulla linea, poi si vedrà.

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