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Mondovì: quattro ore per approvare il «documento che non c'è»

Battaglia in Consiglio comunale sul DUP. Passa ovviamente coi soli voti della maggioranza. La Lega si astiene

Mondovì: quattro ore per approvare il «documento che non c'è»

Quattro ore di battibecchi, repliche e attacchi. Mica male per qualcosa che, stando alle parole di più di un consigliere, «non esiste» o «non serve». Parliamo del DUP, Documento di programmazione unica: un faldone da 300 pagine che elenca le idee del sindaco e dela Giunta.

LEGGI: Cos'è il DUP di Mondovì e cosa contiene

Il “Documento Unico di Programmazione” – abbreviato in “DUP” – è probabilmente il più importante strumento strategico adottato dal Comune, sia in fase di insediamento dell’Amministrazione (in pratica, detta le linee-guida dell’intero mandato di governo), sia anno per anno, quando viene aggiornato. Se nel bilancio si spiega come verranno stanziati i soldi, è nel “DUP” che si spiega dove e perché li si vuole investire. In sostanza, è il programma da attuare. Ma è anche un enorme "elenco di cose" scritte in linguaggio burocratico, tanto che il presidente Elio Tomatis ha iniziato il suo intervento affermando di dubitare dell'utilità del documento stesso. E tra le fila della maggioranza, Giulio Marini ammette il "peso del malloppo": «Quasi impossibile da leggere... bisognerebbe almeno farlo più consultabile».

Il Consiglio comunale si apre col primo colpo di scena: l'attacco diretto di Donatella Garello, che chiede il completo rinvio dell'approvazione del DUP per "questioni pregiudiziali". Richiesta ovviamente respinta da tutta la maggioranza. «Ho letto più volte, nel DUP, la parola “triennio”. Il DUP dovrebbe parlare del programma dei 5 anni. Qua, addirittura nel frontespizio, avete scritto: 2018-2020. Vero che la sezione operativa è triennale, ma quella strategica – ovvero quella politica – dovrebbe basarsi sui 5 anni di mandato, fino al 2022». E continua: «In più punti, questo DUP sembra quello di un'Amministrazione di continuità. Avete copiato perfino i nomi dei capitoli. Sarebbe stato meglio non farlo in modo così pedestre, perché quando si copia si rischia che si facciano errori anche piuttosto grossolani. Avete avuto 6 mesi di tempo e non avete trovato il tempo di impostare un vostro documento originale? Dov'è il "cambiamento", vostro vessillo sbandierato in campagna elettorale?». Altre critiche, nette, dall'ex assessore Guido Tealdi: «A tratti mi pare un plagio di quanto avevamo fatto noi».

Secco anche l'intervento di Stefano Tarolli: «Saremmo chiamati a esprimerci sui progetti illustrati nel DUP. Ma qua di progetti, non ce ne sono. Ci sono delle idee, dei temi generici: quindi è un programma elettorale. Che senso ha votare un programma elettorale? Qui non c'è nessuna visione progettuale della città, ci sono temi generici. Come possiamo essere chiamati a esprimerci su qualcosa che non esiste? È un... non-DUP. È scarno, a tratti impalpabile. Quelli che abbiamo visto in precedenza erano molto diversi». Parole molto simili da Paolo Magnino: «Nutrivo molte aspettative, le avete deluse. Qui non c'è nulla, approvarlo sarebbe quasi un atto di fede».

La prima replica agli strali della minoranza arriva soprattutto da due consiglieri di maggioranza: Mario Bovetti e Roberto Ganzinelli. Mario Bovetti: «Ci si aspettava di più? Forse non si tiene conto che abbiamo inserito nel programma lo scaricatore di acque del canale Carassona. Non è poco, anche se è un'opera poco visibile. Perché non è stata fatta prima? Forse perché bisognava fare il Polo scolastico, che era un “pallino” del sindaco. È bene che la città lo sappia. È una priorità e un'urgenza. Certo questo comporta sacrificio di alcune idee che avevamo e che avremmo voluto sviluppare: ma le necessità sono queste, altre cose andranno rimandate al futuro. Non si può criticare facendo finta di non sapere quanto non è stato fatto in passato. Lo scaricatore si farà, lo affermo qui e ora: se non si farà, mi dimetto». Roberto Ganzinelli: «Non capisco... vi aspettavate di vedere il sindaco vestito da Superman e l'assessore ai lavori pubblici vestita da Wonder Woman? In questo DUP ci vedo tanta roba sulle opere, sulla sicurezza, sulla cultura, sugli impianti sportivi. Ben venga un'idea come la Consulta delle attività produttive, ce n'è bisogno. Il futuro dei giovani lo si supporta intervenendo sul mondo del lavoro».

Infine, sono arrivate le repliche del sindaco: «Francamente, non capisco le critiche della minoranza - afferma Paolo Adriano -. Nel DUP non ci devono essere i progetti esecutivi. Dalla minoranza ho sentito critiche generiche e inconsistenti... a cui quasi non so cosa rispondere. Al consigliere Donatella Garello, che dice: “in questo DUP non c'è niente”, cosa devo rispondere? Certo che una parte è scritta simile a quella passata: è stata fatta dallo stesso segretario comunale. Ho sentito critiche sul Politecnico: ma lo sapete che sta per insediarsi il nuovo rettore? Certo che nel DUP si descrivono attività ordinarie: non è il libro dei sogni. Coraggiosamente abbiamo investito nello scaricatore delle acque di piena della Carassona, investendo risorsi che ovviamente non potremo utilizzare altrimenti. Abbiamo sfruttato un bando per gli interventi alla piscina: un bando che era aperto da aprile, ma l'Amministrazione precedente non ha fatto nulla. Sul Polo culturale “Liber”: abbiamo fatto un grosso lavoro sul territorio con gli altri Comuni. Abbiamo in corso un dialogo costante sul turismo e sui progetti territoriali».

Il Consiglio comunale si apre col primo colpo di scena: l'attacco diretto di Donatella Garello, che chiede il completo rinvio dell'approvazione del DUP per "questioni pregiudiziali". Richiesta ovviamente respinta da tutta la maggioranza.«Ho letto più volte, nel DUP, la parola “triennio”. Il DUP dovrebbe parlare del programma dei 5 anni. Qua, addirittura nel frontespizio, avete scritto: 2018-2020. Vero che la sezione operativa è triennale, ma quella strategica – ovvero quella politica – dovrebbe basarsi sui 5 anni di mandato, fino al 2022».E continua: «In più punti, questo DUP sembra quello di un'Amministrazione di continuità. Avete copiato perfino i nomi dei capitoli. Sarebbe stato meglio non farlo in modo così pedestre, perché quando si copia si rischia che si facciano errori anche piuttosto grossolani. Avete avuto 6 mesi di tempo e non avete trovato il tempo di impostare un vostro documento originale? Dov'è il "cambiamento", vostro vessillo sbandierato in campagna elettorale?».
Discussione in corso sul Documento programmatico in Consiglio comunale. Secco anche l'intervento di Stefano Tarolli: «Saremmo chiamati a esprimerci sui progetti illustrati nel DUP. Ma qua di progetti, non ce ne sono. Ci sono delle idee, dei temi generici: quindi è un programma elettorale. Che senso ha votare un programma elettorale? Qui non c'è nessuna visione progettuale della città, ci sono temi generici. Come possiamo essere chiamati a esprimerci su qualcosa che non esiste? È un... non-DUP. È scarno, a tratti impalpabile. Quelli che abbiamo visto in precedenza erano molto diversi».
La prima replica agli strali della minoranza arriva da due consiglieri di maggioranza: Mario Bovetti e Roberto Ganzinelli. Mario Bovetti: «Ci si aspettava di più? Forse non si tiene conto che abbiamo inserito nel programma lo scaricatore di acque del canale Carassona. Non è poco, anche se è un'opera poco visibile. Perché non è stata fatta prima? Forse perché bisognava fare il Polo scolastico, che era un “pallino” del sindaco. È bene che la città lo sappia. È una priorità e un'urgenza. Certo questo comporta sacrificio di alcune idee che avevamo e che avremmo voluto sviluppare: ma le necessità sono queste, altre cose andranno rimandate al futuro. Non si può criticare facendo finta di non sapere quanto non è stato fatto in passato. Lo scaricatore si farà, lo affermo qui e ora: se non si farà, mi dimetto». Roberto Ganzinelli: «Non capisco... vi aspettavate di vedere il sindaco vestito da Superman e l'assessore ai lavori pubblici vestita da Wonder Woman? In questo DUP ci vedo tanta roba sulle opere, sulla sicurezza, sulla cultura, sugli impianti sportivi. Ben venga un'idea come la Consulta delle attività produttive, ce n'è bisogno. Il futuro dei giovani lo si supporta intervenendo sul mondo del lavoro».
«Francamente, non capisco le critiche della minoranza - afferma Paolo Adriano -. Nel DUP non ci devono essere i progetti esecutivi. Dalla minoranza ho sentito critiche generiche e inconsistenti... a cui quasi non so cosa rispondere. Al consigliere Donatella Garello, che dice: “in questo DUP non c'è niente”, cosa devo rispondere? Certo che una parte è scritta simile a quella passata: è stata fatta dallo stesso segretario comunale. Ho sentito critiche sul Politecnico: ma lo sapete che sta per insediarsi il nuovo rettore? Certo che nel DUP si descrivono attività ordinarie: non è il libro dei sogni. Coraggiosamente abbiamo investito nello scaricatore delle acque di piena della Carassona, investendo risorsi che ovviamente non potremo utilizzare altrimenti. Abbiamo sfruttato un bando per gli interventi alla piscina: un bando che era aperto da aprile, ma l'Amministrazione precedente non ha fatto nulla. Sul Polo culturale “Liber”: abbiamo fatto un grosso lavoro sul territorio con gli altri Comuni. Abbiamo in corso un dialogo costante sul turismo e sui progetti territoriali».

Il documento passa coi voti della sola maggioranza. Contrari Garello, Magnino e Tarolli. Astenuto invece teadi.

Mondovì: quattro ore per approvare il «documento che non c'è»
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