Inaugurato il “tourist office” del Parco Culturale

 Per il rilancio del territorio

Quando si tratta di illustrare un progetto della valenza di quello presentato venerdì 19 giugno a Monesiglio conviene farsi da parte e lasciare la parola agli ideatori e a coloro che dovranno concretizzare l’idea ispiratrice: «Tra le tante serrande che si abbassano nel territorio dell’Alta Langa ce n’è una che si alza. Ed ha un alto valore simbolico. Venerdì 19 giugno, a Monesiglio, in piazza Cavour 10, l’Associazione Parco Culturale Alta langa ha inaugurato il primo tourist office al servizio di una parte di Piemonte che tanto sta investendo per trovare un futuro a vocazione turistica. E’ un primo grande passo che dimostra la voglia di un fare concreto, quello che ha una forma tridimensionale che si può vedere e soprattutto toccare. L’immagine è contemporanea e accattivante e proietta verso luoghi lontani, quelli del nord, spesso invidiati perché, si dice, “loro ci sanno fare”. La forte affluenza vista all’inaugurazione conferma che la strada intrapresa è certamente vincente, l’argomento è sentito e pare finalmente di essere pronti per il più grande progetto di valorizzazione territoriale che l’Associazione Parco Culturale ha messo in campo grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. Si tratta di un progetto a tutto campo che intende promuovere il paesaggio, il patrimonio storico architettonico, l’architettura rurale e l’enogastronomia perché, per rendersi appetibili sul mercato turistico, bisogna costruire un’offerta integrata e soprattutto variegata. Finiti i tempi del localismo l’Associazione Parco Culturale Alta Langa si sta impegnando, a partire da questo primo simbolo rappresentato dall’info point di territorio, nella costruzione di un sistema turistico che vede l’Alta Langa come parte di un’ampia valle, la Valle Bormida, 1.600 km quadrati di territorio che da Savona si estendono fino ad Alessandria. Tanto da offrire, tanto da vedere e, ci si auspica, tutti “pronti a fare” per rendere possibile il sogno»