Mondovì: il clima si scalda in vista del ballottaggio

Verso un ballottaggio "tutto a destra": ultimi giorni di campagna elettorale, tra frecciate e rischio astensionismo.

Temperature in rialzo fino a domenica: e non stiamo parlando del meteo. A Mondovì il clima si fa davvero “caldo” in vista del ballottaggio del 25 giugno: Donatella Garello e Paolo Adriano si sfidano al secondo turno di voto. In un clima tesissimo, fra frecciate mormorate a bassa a voce e grandi silenzi.

Un riepilogo: chi sono e come sono andati l’11 giugno
Il risultato del primo turno ha il suo peso. Alle urne di domenica 11 giugno Adriano ha raccolto il 42,3%, la Garello il 25,7%.
Donatella Garello è la candidata del Centrodestra in continuità quasi diretta con Viglione. Professoressa. Dirigente dell’Alberghiero e reggente dei Licei, è appoggiata da gran parte dell’Amministrazione uscente. Tre liste su cinque vengono da quella maggioranza. Ha il sostegno di due partiti, Lega Nord e Forza Italia, ed è stata consigliere comunale solo per un periodo durante il primo mandato di Viglione.
Paolo Adriano è uno dei “casi” politici di questa tornata. Avvocato, ex presidente Croce rossa, è appoggiato da una larghissima cordata che raccoglie fronti che fino a ieri erano opposti (il Centrodestra allineato con Costa, il direttivo di MoMo ex alleato del PD e il gruppo di Mario Bovetti). La sua coalizione di 8 liste non include simboli di partito, ne fanno parte consiglieri uscenti sia della maggioranza che della minoranza.

“Ballottaggio tutto a destra”: e la sinistra che farà?
Lo si chiama “un ballottaggio tutto a destra”, ed è oggettivamente vero: perché è fuor di dubbio che le altre forze, il Centrosinistra, la Sinistra più “radicale” e il 5 Stelle, sono stati letteralmente spazzati via dal tavolo. Negli ultimi due casi, non avranno nemmeno un posto in Consiglio comunale. Il Centrosinistra avrà due seggi, comunque vadano le cose: Stefano Tarolli, il candidato non eletto, e Paolo Magnino. Ma che faranno gli elettori “degli esclusi” al ballottaggio?
Questa è la vera domanda. La Sinistra dove va? A leggere le dichiarazioni di Stefano Tarolli, la risposta è: con nessuno. In un lunghissimo comunicato, il candidato del PD e della coalizione “Mondovì a colori” si è smarcato da entrambe le posizioni. Il “terzo classificato” conferma in pieno quanto aveva dichiarato al nostro settimanale e afferma: «Noi eravamo il vero cambiamento per la città. Non accettiamo accordi né con Adriano né con Garello». Ma i suoi elettori che faranno? Per qualcuno, potrebbero essere l’ago della bilancia che ribalta il risultato: ma è uno scenario molto difficile, se si pensa che vorrebbe dire che un elettore del PD sceglierebbe la candidata di Forza Italia e Lega Nord pur di votare contro al candidato spalleggiato dai “costiani” di Mondovì Oltre e dagli ex alleati di MoMo.

Tensioni e silenzi
E tutto questo avviene in un clima da notte prima degli esami, in cui la tensione è realmente alle stelle. Gli ultimi giorni prima del voto sono stati caratterizzati da un silenzio quasi assoluto da parte dei due candidati sindaci, contrapposto a un fragore di frecciate (soprattutto sul web) delle loro rispettive coalizioni. La Lega Nord sembra quasi condurre una campagna elettorale autonoma, con attacchi diretti contro Adriano che vertono dai temi nazionali alla “tria e ritrita” discussione sull’appoggio esterno di Enrico Costa. In tutto questo, i due candidati sindaci sono gli unici che per adesso hanno esplicitamente detto che stanno lavorando sul terreno di gioco più importante, non solo dal punto di vista numerico: quello dell’elettorato che potrebbe scegliere l’astensionismo.