Quattro Quartetti, l’inizio e la fine secondo T.S. Eliott

L'album firmato da Emidio Clementi e Corrado Nuccini riporta alla luce il lirismo del poeta americano

L'approccio alla poesia è sempre qualcosa di assai personale, ancora più totalizzante rispetto all'addentrarsi all'interno di una lettura in prosa. Ciascun lettore compie un viaggio, ne declina il rapporto con sensibilità differenti, restituendone all'esterno l'incarnazione di un'esperienza unica. Al tempo stesso, e quasi per paradosso, nella poesia è più facile trovare e ritrovarsi all'interno di valori forti, che emergono con tale e tanta chiarezza da essere universali. Nella lettura americana del '900 si riconoscono due fasi che furono dirompenti per questo filone letterario, e la prima venne rappresentata da una serie di artisti tra i quali si ricordano Ezra Pound, William Butler Yeats (figlio del noto pittore irlandese Yeats) e T.S. Eliot. Tre personaggi a dir poco interessanti che hanno percorso la prima metà del '900 dando una forte impronta al Secolo Breve; e l'ultimo di questi ha caratterizzato il proprio percorso artistico con un profondo sviluppo introspettivo, raccontando di un'umanità in una perenne tensione spirituale tra immanente e trascendente.

È sorprendente ritrovare l'effetto che la lettura di T.S. Eliot genera, anche a distanza di tempo, quando la lettura diventa ascolto, con la stessa potenza lirica. L'occasione si è presentata con Quattro Quartetti, uno dei testi più importanti del poeta americano, l'ultimo prima della svolta artistica che lo trasformerà in saggista, e pubblicato nel 2017 sotto la forma di album musicale, con la voce di Emidio Clementi (storico front line dei Massimo Volume) e i suoni di Corrado Nuccini (chitarrista della band post-rock Giardini di Mirò).



<p>Emidio Clementi e Corrado Nuccini sono al secondo progetto insieme dopo Notturno Americano</p>
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Eliot è un autore oramai maturo, cosciente della propria cifra artistica e della propria tecnica: il mondo scorre come una nebbiolina debole e inquieta a pochi centimetri dalla terra in cui poggia i propri piedi l'umanità. La voce di Clementi ed i suoni creati da Nuccini conducono in un viaggio ancora più fisico che non metafisico, rispetto alla sensazione che già offre la lettura del poemetto; l'uomo compie un percorso di purificazione attraverso una profonda ascesi meditativa, quasi fosse il viaggio di un Buddha, all'interno della società (le 4 località a ciascuna delle quali il poeta assegna una fase della lettura dell'opera). Clementi e Nuccini rendono il viaggio nel testo di Eliot assai emozionante, pervasivo, aumentano il tratto evocativo della sua poetica; contemporaneamente danno la sensazione di un percorso ben più complesso e contorto di quanto l'immagine di una lettura salvifica possa lasciar pensare.



<p>Un momento dello spettacolo che Nuccini e Clementi (in foto) portano in live</p>
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I Quattro Quartetti sono in assoluto uno dei momenti più alti della poesia religiosa del '900, ma in questa lettura che Clementi e Nuccini ne danno, emerge un percorso ben più laico dell'uomo, alla ricerca di una porta da attraversare, piuttosto che un passaggio verso l'alto, un viaggio che si genera nel lento scandire delle parole, che passo dopo passo conducono ad uno stato superiore della serenità dell'anima. Parafrasando lo stesso Eliot - “ciò che noi chiamiamo principio è spesso la fine / e finire è cominciare / la fine è il punto da cui noi iniziamo.” e i Quattro Quartetti ci parlano di un percorso volto al raggiungimento di valori condivisi.

Il link qui sotto dà la possibilità di accedere all'ascolto dell'opera:

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L'altro lavoro che Clementi e Nuccini hanno proposto in live si intitola Notturno Americano, una serie di letture tratte da alcuni testi di Clementi scritti rievocando la figura del poeta Emanuel Carnevali

Notturno Americano (Clementi, Nuccini) - Camerieri

Notturno Americano