I trent’anni dell’Onaf, gli assaggiatori di formaggi

Ospiti illustri alla festa a Grinzane Cavour, tra cui Giacomo Oddero e Jean Charles Armaud. Poste le basi per collaborazioni con i maggiori Consorzi di tutela

Piercarlo Adami Onaf

È soddisfatto Piercarlo Adami, presidente nazionale dell’Onaf, all’indomani della convention di Grinzane Cavour, nel cui Castello, domenica ha festeggiato il trentennale dell’Associazione. Soddisfazione racchiusa tutta in una frase: «È stato un grande successo. Erano presenti molti delegati e i presidenti di alcuni dei maggiori Consorzi d’Italia con i quali abbiamo instaurato un dialogo e posto le basi per avviare discorsi importanti». Domenica, in occasione dell’assemblea dei soci, è stato anche reso omaggio al novantatreenne Giacomo Oddero, che nel 1989 fondò l’Onaf: «Trent’anni fa eravamo pochi. Oggi siamo tanti e contiamo tanto. La nostra parola è importante, i nostri consigli sono recepiti e i nostri insegnamenti sono accolti», nel ricevere il riconoscimento come socio fondatore.
A Grinzane era presente un altro grande uomo del formaggio, il francese Jean-Charles Arnaud, uno dei massimi esperti del suo Paese, che, dopo aver avuto qualche anno fa la Legion d’honneur, è stato insignito del riconoscimento di maestro assaggiatore onorario. Arnaud si è complimentato con l’Onaf per l’attività svolta e ha ribadito la sua stima per l’organizzazione donando un coltello speciale per tagliare le forme di Comtè realizzato in serie limitata. La convention si è aperta sabato con il convegno “La qualità del formaggio nel terzo millennio”, moderato da Elio Ragazzoni, direttore della rivista “InForma”, organo ufficiale dell’Associazione.
La due-giorni di Grinzane Cavour ha visto anche la premiazione dei soci fondatori dell’Onaf, di quelli con oltre 20 anni di attività, dei maestri assaggiatori onorari e dei nuovi assaggiatori che hanno frequentato i corsi di Sarzana, Asti e Torino. Nel 2018 sono stati 26 i corsi organizzati dall’Onaf in tutta Italia, con circa 900 partecipanti.
Fra gli interventi, quelli di Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, realtà che include 335 caseifici che acquistano latte da 2.620 allevatori; dello chef stellato Davide Palluda (Enoteca del Roero), che ha detto di essere un appassionato di formaggi, auspicando un “lattosio pride”; di Patrizia Montone, capo della segreteria dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi, che ha fornito il punto di vista delle istituzioni e del maestro assaggiatore Onaf, Enrico Surra.

I PRODUTTORI DI SALICETO
A portare il punto di vista del piccolo produttore sono state Elisa Core e Sara Armellino, che nel 2016, a Saliceto, in Valle Bormida, hanno dato vita all’azienda “Le Langhette”, iniziando la produzione l’anno successivo. Oggi le due giovani mamme, con 40 pecore e 10 capre, producono formaggi che stagionano in una grotta attrezzata, grazie a una campagna di crowdfunding. «Ci siamo conosciute tramite un’amica comune. Venivamo da esperienze di lavoro diverse e siamo autodidatte. Il successo sta crescendo e siamo contente della nostra scelta», hanno dichiarato.

IL LIBRO “ALLA FACCIA DEL COLESTEROLO”
Al termine del dibattito è stato presentato da Fiorenzo Cravetto il libro “Alla faccia del colesterolo”, con vignette di Gianni Audisio dedicate ai formaggi e alcuni testi pubblicati in questi anni sulla rivista InForma, mentre in serata, all’Accademia alberghiera di Alba, lo chef Fabio Campoli (socio Onaf e volto televisivo alla “Prova del cuoco”) ha curato la cena di gala.