Il grido degli infermieri del 118: «Siamo allo stremo: delusi, soli e spaventati»

farigliano

Il Nursing Up, sindacato degli Infermieri Italiani e delle professioni sanitarie, ha diramato un lunga serie di dichiarazioni sulla situazione che stanno attraversando oggi gli infermieri del 118 in Piemonte.

Sono parole dure, che devono far riflettere: «Siamo delusi, amareggiati, offesi e tristemente soli. Oltre che ovviamente spaventati, e non solo dal Covid 19 ma soprattutto dalla possibilità di essere la causa di contagio per le persone che amiamo. A casa delle persone noi ci troviamo a relazionarci con parenti, vicinato e quant'altro senza avere nessuna certezza che le persone che vengono incontro ad accoglierci abbiano o meno tosse, febbre, etc... Senza parlare delle persone incoscienti a cui prestiamo soccorso in incidenti, infarti, ictus alle quali dobbiamo praticare una serie di manovre salvavita ma che hanno un rischio elevatissimo di diffusione del virus, nel caso malaugurato in cui il paziente fosse covid-19 positivo… ma noi non lo sappiamo. E in tutto questo le nostre istruzioni operative ci vietano di usare DPI avanzati come le maschere FFP2 o FFP3 perché non ci sono sintomi respiratori. Siete mai saliti su un'ambulanza? Il metro di distanza lo possiamo mantenere solo se lascio fuori il paziente. Come possiamo fare un elettrocardiogramma, o anche solo misurare la febbre? Lo facciamo, ma senza le dovute protezioni. Inoltre, la qualità dei suddetti DPI e di un livello talmente scadente che le maggior parte delle volte si rompono durante la vestizione, ma sono talmente contati che ce li teniamo così, non possiamo sprecarli. Noi infermieri conosciamo bene il valore di questa responsabilità ed è in virtù di questo concetto che continuiamo a svolgere il nostro lavoro, anche se siamo arrabbiati e lasciati da soli. E insieme a noi ci sono tutti quei volontari del soccorso che continuano a rimanere in trincea con noi, condividendo le paure e i timori, ma andando avanti e solo in nome di un senso civico che purtroppo manca a chi si preoccupa forse più della poltrona che dei soldati al fronte. Ogni giorno si scoprono colleghi positivi se non già ricoverati nelle rianimazioni e intubati: ma oltre ad essere dei numeri che rimpinguano delle statistiche, sono persone! Lo Stato e le Regioni devono garantirci la possibilità di proteggerci, ponendo fine a questo atteggiamento scellerato di indifferenza verso l'unica arma, insieme al rispetto assoluto della norma da parte della popolazione, che attualmente abbiamo per fronteggiare la pandemia. Siamo in guerra... armati di spade di cartone ed elmetti di panno».