Al McDonald’s di Mondovì arrivano i brand ambassador

Come il McDonald's di Mondovicino ha affrontato la crisi Covid: «Siamo in ripresa e si va verso la normalizzazione». Una dipendente a Mondovì racconta il suo ruolo di brand ambassador - I.P.

McDonald’s Mondovì Brand Ambassador
Al McDonald's di Mondovì arrivano i brand ambassador
McDonald’s Mondovì brand ambassador
Alessandro Romano

Avevamo già scritto a inizio maggio, con l’emergenza Covid in fase acuta, di come il McDonald's di Mondovicino aveva affrontato la crisi riaprendo gradualmente col McDrive: il punto vendita per l’asporto era stato preso d’assalto dagli appassionati della ristorazione veloce, stremati da settimane di confinamento. Risentiamo oggi Alessandro Romano, licenziatario McDonald's per la provincia di Cuneo: «Abbiamo nominato 6 brand ambassador selezionati dal locale di Mondovì, così come dagli altri della provincia, per rappresentare McDonald's e rispondere alle principali domande dei clienti sulle informazioni di qualità, lavoro, servizio e ambiente – spiega Alessandro Romano –. La finalità è quella di supportare la reputazione della marca e veicolare fiducia ai nostri consumatori, che riveste ancor più importanza in questa fase nuova e complessa che stiamo vivendo dal punto di vista epidemiologico. Si tratta di un progetto nazionale che abbiamo sposato con entusiasmo. I nostri ambasciatori monregalesi sono: Elisabetta area McCafé, Lara, Sara e Roberta referenti in accoglienza e servizio al cliente, Andrea e Laura dello staff direttivo del ristorante».

Chiediamo a Elisabetta di raccontarci cosa fa un brand ambassador.

«Il nostro compito è quello di difendere, se così possiamo dire, il brand McDonald's e il nostro lavoro dai pregiudizi che ancora circolano sulla qualità dei prodotti che offriamo ed anche sul presunto ‘sfruttamento’ dei dipendenti – spiega Elisabetta –. Siamo documentati e formati per dare informazioni corrette a chi vuol saperne di più sulla nostra azienda. Ma soprattutto vediamo con i nostri occhi da dove arrivano i prodotti e possiamo parlare a ragion veduta della qualità del lavoro, trattandosi dei nostri contratti e dei nostri orari. Posso garantire che il livello di qualità dei prodotti è molto alto, in larghissima parte di provenienza italiana, e l’attenzione è altissima ad ogni fase della produzione e della lavorazione, fino alla nostra cucina. Abbiamo potuto anche far visita ai principali fornitori e vedere le fasi di produzione di carne, pane, verdure e dei principali ingredienti».

«Anche l’attenzione ai rapporti di lavoro è ottima – continua Elisabetta –: io lavoro per McDonald's da 11 anni non ho mai avuto problemi, ho un contratto a tempo indeterminato, come la stragrande maggioranza dei miei colleghi, lavoro per 36 ore alla settimana e sono molto motivata. Ho anche chiesto qualche anno fà trasferimento da Milano a Mondovì e sono stata accontentata senza difficoltà, grazie all'interazione tra le società licenziatarie all'interno del sistema Mc. Durante la chiusura di 2 mesi per il Covid non ci è mancato nulla e ci hanno anticipato la cassa integrazione. Non mi pare siano stati tutti così fortunati come noi... Vengono offerti corsi di lingua, riconoscimenti, c’è attenzione alle singole esigenze quando si ha un problema familiare o qualcosa di personale. Anche per l’emergenza sanitaria, il livello di sicurezza altissimo, ci misurano la temperatura tutti i giorni e rispettiamo tutte le norme con mascherina, guanti e distanze... E ci tocca pregare i clienti di usare lo stesso rigore, a qualcuno non piace e dobbiamo invitarlo alle regole, ma quasi tutti sono scrupolosi. Il nostro lavoro è intenso e complesso in molte fasi, richiede disponibilità, ma è un lavoro di squadra: bisogna avere carattere e crederci, i risultati arrivano!»

Torniamo ad Alessandro Romano: in che modo i problemi di questi mesi hanno inciso e incidono sul vostro lavoro?

«In questo periodo registriamo una ripresa, grazie all'incremento del servizio McDrive e asporto, e andiamo verso una normalizzazione – dice Alessandro –. Speriamo solo possa esserci una continuità e che l’autunno non faccia registrare notizie allarmistiche e negative sul fronte sanitario. Molto dipende dal senso civico e dai comportamenti di tutti noi, che continuiamo ad incoraggiare con forza presso i nostri locali. Posso dire con orgoglio che siamo una delle realtà che hanno reagito meglio: i clienti ci restituiscono, dalle loro opinioni verbali e sui social, che sono positivamente sorpresi dallo scrupolo con cui si fanno rispettare norme di distanziamento e misure igieniche per i clienti. In tutta sincerità, non è semplice lavorare, ma il nostro è un sistema di procedure standard, tracciabilità e rigore nei controlli igienico-sanitari a tutela della sicurezza alimentare: credo che abbiamo faticato meno di altre categorie. La serietà di un brand emerge con ancora più forza in questi momenti di particolare e inattesa difficoltà e mi sento fiducioso per il futuro: abbiamo conservato tutti i posti di lavoro e attendiamo presto di poter dare nuove opportunità, grazie anche a opportuni e più decisi interventi che ci aspettiamo dai prossimi decreti a sostegno delle imprese, così da poter ancora incrementare gli organici. Da lunedì 21 settembre, riadeguandoci gradualmente alle modalità di servizio nel rispetto delle disposizioni, siamo pronti per riaprire alle ore 7 il comparto colazioni McCafè: per l’occasione e per tutta la settimana fino a domenica 27 settembre, la colazione a tutti i nostri clienti (formula caffè o cappuccino + brioche) verrà proposta a solo 1 euro».



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