Serata in streaming con il Birùn, venerdì 30 aprile

La proposta è organizzata dalle biblioteche di Peveragno e Beinette: si assiste a un testo teatrale dedicato a un tema di stretta attualità come quello della migrazione

In occasione della ricorrenza del primo maggio la Compagnia del Birùn, in collaborazione con le biblioteche di Beinette e Peveragno, propone una serata in streaming, in diretta su Google Meeting

Si tratta di uno spettacolo teatrale, dedicato al tema dell'immigrazione.

La lezione teatrale di cui vi alleghiamo la scheda è prodotta dalle associazioni culturali Almateatro e Baretti di Torino e ci farà da guida in questo tema complesso su cui si potrà sviluppare il dibattito.

L'appuntamento è fissato alle 20.30 a cui si potrà accedere con il link http://meet.google.com/qhs-xqin-vrm.

"Prima fu la volta dei migranti" è una lezione in forma teatrale che vuole rendere memoria delle scelte politiche, delle responsabilità e dei fatti che in vent'anni di storia hanno permesso l'affermarsi dell'attuale contesto nell'Unione europea, dove i muri stanno avendo la meglio sui diritti e molte nazioni hanno costruito sulle loro frontiere vere e proprie barriere per impedire l'ingresso dei migranti nei loro territori.

Partendo dal Consiglio europeo di Tampere del 1999, passando attraverso la crisi europea dei profughi cominciata nel 2011, per arrivare fino alla poco nota adozione della Tabella di marcia di Bratislava (2016), due narratrici, precedute da un prologo in video, incroceranno la voce dell'Europa dei diritti negati con quella delle vittime: dai numerosi profughi che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le frontiere europee, fino a quelli che, sopravvissuti, sono costretti a subire le tante contraddizioni riguardano il diritto d'asilo e la tutela umanitaria nell'Ue.

Gli eventi e le decisioni prese in questo recente segmento di storia europea spiegano gran parte del contesto politico e sociale che stiamo vivendo, segnato da rigurgiti nazionalisti, riaffermazione dell'intangibilità delle frontiere, controlli e militarizzazioni crescenti, esaltazione del concetto di sicurezza, sostanziale crisi dei diritti fondamentali della persona e del progetto europeo che su di essi ha inteso fondarsi.

L'intera inchiesta si sviluppa  sulla base di una rigorosa documentazione.