Prosegue il viaggio di Marco: tutta la Penisola a piedi. «Ora ho trovato una compagna di viaggio… a quattro zampe»

È in cammino da tre mesi. Fino a oggi non lo hanno fermato né il caldo, né le difficoltà, né un problema di salute che lo ha costretto a una pausa di oltre dieci giorni. Marco Diana, monregalese di 25 anni, ha affrontato già due regioni: ha superato Sardegna e Sicilia, e ora si sta avventurando in Calabria.

Con una novità: da cinque giorni, marco ha... una compagna di viaggio, a quattro zampe. «L'ho chiamata Luna – ci racconta –. Ha cominciato a seguirmi dopo che ho passato Zervò. Cammina con me, dorme con me. E ora viaggiamo in due»

Lo seguiamo da aprile, da quando ha iniziato la sua impresa: a piedi sul “Sentiero Italia” del CAI, un tragitto da centinaia di tappe. Un’impresa che, in un certo senso, è un po’ come lui: audace, folle, azzardata. Senza sponsor, contando solo sulle proprie forze. «Per risparmiare – ci racconta – mi offro di fare lavori in cambio di una notte di ospitalità».

Di lui abbiamo già scritto al momento dell'inizio del viaggio - LEGGI QUI - e al termine della prima regione, la Sardegna.

IL NEBRODI, L’ETNA E… LE DISAVVENTURE
Ha già percorso 1.300 chilometri. Marco è partito ad aprile dalla punta nord della Sardegna: da Santa Teresa Gallura e dal Santuario di Nostra Madonna del Buon Cammino. Dopo un mese, ha cominciato la Sicilia. «La seconda regione è stata molto diversa dalla prima – ci racconta, al telefono, poco prima di arrivare in Calabria –. Non ho sofferto il caldo, per fortuna, anche se ho avuto alcune… disavventure: incontri “un po’ troppo ravvicinati” con una mandria di mucche e un branco di cani selvatici!». In Sardegna aveva trovato un compagno di viaggio, mentre il viaggio in Sicilia è stata tutto in solitaria: «Tra i momenti più spettacolari, devo assolutamente includere il Parco delle Madonie, il Parco del Nebrodi, le Gole di Alcantara… e l’Etna. Ero sempre da solo. Quando sono arrivato a Floresta, all’uscita del Parco del Nebrodi, ho deciso di allungare il percorso, scendere a Catania, e fare la deviazione che porta all’Etna». Terminato il cammino in Sicilia, Marco si è fermato una decina di giorni: «Ho avuto un problema di salute – spiega –. Nulla di grave, ma ho fatto alcuni controlli. Ora sto benissimo e riparto».

Ma oltre al peso dello zaino, alla grandine, alla sete, Marco deve anche fare i conti con un’altra difficoltà: il denaro. «Continuo a non avere sponsor nella mia impresa. Quindi devo arrangiarmi come posso: in alcune tappe ho trovato persone generose che, per aiutarmi, mi hanno dato ospitalità, vitto e alloggio, in cambio di alcuni lavori. Una famiglia lo ha fatto anche per più notti!». Quindi ti sei fermato in un punto per più giorni? «No: ho camminato fino alla tappa successiva… e loro mi sono venuti a prendere in auto, dandomi così la possibilità di avanzare ogni giorno, per poi riportarmi dove mi avevano preso. Sono stati davvero generosi».

Se qualcuno vuole andare incontro a Marco, lo può contattare attraverso il suo profilo Tik Tok.



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