Politica a Mondovì: tre motivi per cui sta cambiando tutto

Cosa sta capitando nella politica a Mondovì? Perché questo dialogo cambia tutto? Cosa potrebbe succedere in Comune?

Cosa sta capitando nella politica a Mondovì? Perché questo dialogo cambia tutto? Cosa potrebbe succedere in Comune? Proviamo a spiegarlo con un po’ di chiarezza.

Partiamo dal fatto, svelato da “L’Unione” la scorsa settimana: quindici giorni fa esponenti della maggioranza e delle minoranze si sono seduti assieme a parlare di elezioni. Un tavolo triangolare: da un lato “Mondovì Oltre” (neonata frangia della maggioranza, con Giuseppe Aimo e Ciro Gola), dall’altro il Direttivo di MoMo (guidato da Gabriele Campora), dall’altro ancora Mario Bovetti (con l’avvocato Elio Tomatis e l’ex consigliere comunale Luca Borsarelli, più alcune altre persone). Perché è importante? Per tre motivi.

Primo: perché è la conferma che i giochi sono cominciati. Basta coi “si dice”, con le elucubrazioni. “L’Unione” ha scritto dove, come e quando ci si è trovati. Il dialogo esiste, non sono più rumors, non sono più teorie giornalistiche. E questo è un bene: il dialogo è una cosa positiva, se è fatto alla luce del sole.

Secondo: perché spazza via i partiti. A quel tavolo non c’erano PD, NCD, Lega eccetera, ma forze civiche. Chi ha un simbolo, ne sta fuori oppure se lo toglie. Il tema di una “coalizione civica” sarà pure di là dal concreto, ma è evidente che è nell’aria. Ed è un tema carissimo al ministro Costa, che ha sempre affermato che questo è lo scenario che sta nei suoi auspici. Finirebbe spazzato fuori anche il PD – tanto che il segretario cittadino, Olga Bertolino, oggi dichiara: «Se si parlasse di costruire un’alleanza sul percorso del 2012, lo troverei normale: sarebbe un’alternativa a questa maggioranza. Ma non ero al corrente che si stesse dialogando anche con la maggioranza stessa». Non è sbagliato dire che oggi Mondovì in Movimento e “il centrosinistra” sono due cose, se non diverse, quantomeno distinte.

Terzo: perché è successo in un momento preciso. Ovvero subito dopo la nascita di “Mondovì Oltre” (costola di maggioranza, che si dichiara “fedele ma autonoma” dal sindaco Viglione) che a sua volta arriva proprio dopo la vicenda Fondazione CRC che ha visto il sindaco schieratissimo (e si badi: è Bovetti – non noi – a legare i due fatti, nell’ultimo Consiglio comunale, parlando di «sintomi del mal di pancia nella maggioranza dovuti alle scelte sbagliate prese in prima persona dal sindaco, non ultima proprio la Fondazione»).

I fronti opposti “all’improvviso” parlano assieme di elezioni. Una bella news, se viene fuori il momento preciso e i nomi coinvolti. E tutto nasce con “Mondovì Oltre”, che si è immediatamente imposto come il vero soggetto politico del momento – l’unico che agisce in modo manifesto. L’unico che fa un comunicato stampa. L’unico che non si deve nascondere se va a discutere con chi vuole (la minoranza), assieme a chi vuole (il ministro) ma soprattutto senza chi non vuole (il PD, la Lega, il sindaco). Quindi la vera domanda non è “dove porterà questo dialogo?” (a cui nessuno sa/vuole rispondere), ma: cosa capiterà, se questo dialogo avrà un seguito? Lo chiede esplicitamente Stefano Tarolli: «Mi piacerebbe ancora sapere: “Mondovì Oltre” voterà il prossimo DUP? Intende appoggiare tutte le scelte di questa Amministrazione per un anno e poi superarla, di colpo, nella successiva campagna elettorale?».

Facciamo finta che il dialogo porti frutto. Dal momento che non si può fare i separati di giorno e i fidanzati di sera, ci sono solo sue scenari coerenti: o la minoranza smette di fare la minoranza, o la maggioranza smette di fare la maggioranza. O il “dialogo” si allarga al Consiglio, o il giocattolo si spacca. Se non avviene né l’una né l’altra, non esiste coerenza ma pura melina.