Mondovì al tempo della peste: la presentazione del libro a Piazza durante l’Artigianato

Il lock down che abbiamo vissuto nei mesi scorsi ha visto tanti approcci diversi. C'è chi ha impegnato le settimane di clausura dedicandosi alla cucina o al giardinaggio, chi ha dovuto forzatamente trovare un modo per adeguare il lavoro, chi ne ha approfittato per fare i lavori di casa, riscoprire hobby o passatempi. E c'è chi ha scritto un libro sulla peste del '600. A Mondovì.

«Io so che queste mura, questo panorama di monti e colline, questi nomi di luoghi, hanno già visto tutto questo - scrive Morandini -. Inizio a raccontare, nella penombra segreta del mio schermo, immerso nell’aria tesa di questa storia di Coronavirus, quell’altra storia di peste». Questo si legge nell'introduzione a "La peste e la città", edizioni CEM. Il libro, uscito a maggio in edicola con L'Unione Monregalese, verrà presentato domenica 16 agosto a Mondovì Piazza in Sala Ghislieri alle 17. Presentazione a cura della libreria  "Confabula", l'autore verrà intervistato dal prof. Simone Mammola.

Da una pandemia, quella attuale, a un altra: quella storica, quella resa celebre dal Manzoni nei Promessi Sposi. Il prof. Cesare Morandini, docente monregalese appassionato di storia locale, si è gettato a capofitto nella lettura di documenti storici datati 1630-1631. Gli ordinati comunali della Città di Mondovì negli anni della terribile pestilenza. Mesi terribili. La peste nera fu micidiale: forse si possono calcolare in 4.000 le vittime di quei mesi angoscianti (quando la città probabilmente contava 11 mila abitanti). La lente di Cesare Morandini mette in risalto non solo i dati, ma anche gli umori del tempo: la paura, la necessità di chiudere le porte, il susseguirsi delle voci e delle decisioni. Con analogie singolari, se proiettati sullo schermo di quanto si è passato e si sta passando ancora per via del coronavirus in mezzo a noi.

Allora come oggi, ad esempio, non si conosceva un rimedio risolutivo.  Si andava per tentativi, si mettevano le persone in quarantena. Il "lock down del 1630" era fatto di città chiuse coi "rastrelli" alle porte in cui si accedeva solo con "patenti sanitarie" necessarie a circolare, proprio come le nostre autocertificazioni.  Le deliberazioni comunali si susseguivano come, ai nostri tempi, si sono susseguiti e accavallati i decreti nazionali e regionali. E tutto questo viene raccontato da Morandini con grande vivacità in un "instant book" confezionato proprio nei giorni dell'emergenza, grazie anche al lavoro di CEM e Unione Monregalese.

Il libro, uscito a maggio in edicola con L'Unione Monregalese, verrà presentato domenica 16 agosto a Mondovì Piazza in Sala Ghislieri alle 17. Presentazione a cura della libreria  "Confabula", l'autore verrà intervistato dal prof. Simone Mammola.

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