Un’estate senza musica live?

Sarà difficile che accada, così come è impensabile potere immaginare che si torni ad una normalità pre-crisi, ma la domanda di apertura, come spesso accade, serve a provocare una riflessione che proviamo a declinare in queste poche righe. Le notizie sono ancora ristrette così come scarse le scelte da offrire al pubblico. Partiamo così da ciò che si sa.
Nel Cuneese pare ci si muova per riproporre una soluzione simile al 2020 dell’Arena di San Rocco Castagneretta. Reca più di un sussulto l’idea lanciata, tra il serio ed il faceto, di ripristinare l’area di Parco della Gioventù dove era nato il Nuvolari Libera Tribù. Di certo è che il Balla Coi Cinghiali, fermo per due estati a causa dei lavori nel Forte Albertino di Vinadio, abbia messo online un sito tutto nuovo che lascerebbe presagire qualche novità. Cambierà il format (una rassegna di date) di Artico Festival, mentre per Collisioni da più fronti arrivano voci che qualcosa bolla in pentola. Più sicuri di vedere la luce – da capire quanto forte o più fioca – saranno il Monfortinjazz, l’Attraverso Festival, il Garden Baladin e l’Anima Festival di Cervere.
Definito il perimetro all’interno del quale ci si muove, date alcune notizie e prese in considerazione alcune suggestioni, resta da chiedersi che cosa sarà effettivamente possibile e da cosa varrebbe la pena forse ripartire.
Su queste colonne ci si è spesi a più riprese sull’idea che non è detto che grandi numeri portino cultura (in primis dell’ascolto), promozione e annesse ricadute economiche sul territorio; a questo si aggiungono due elementi: la domanda su quanto la cultura possa intrattenere il pubblico e ancora più importante oggi la sostenibilità economica dei progetti per quei soggetti, con fini di lucro o meno, che organizzano eventi e gli istituti pubblici o le fondazioni che spesso e volentieri si trovano a volere, o dover, sostenere tali iniziative. L’idea rimane che sviluppando una cultura musicale e dell’ascolto poliedrica e variegata, messa in mano a soggetti capaci di sviluppare questi aspetti, sarebbe più facile permettere una diffusione sostenibile della ripartenza.