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Famiglia, un cantiere aperto, in cui non scoraggiarsi

Il Sinodo rivisitato da un protagonista, per condividerne i nodi cruciali. Incontro interdiocesano per i sacerdoti della Granda con mons. Enrico Solmi, a Cussanio

Famiglia, un cantiere aperto,  in cui non scoraggiarsi

Una proficua ed anche inedita rilettura del Sinodo straordinario sulla famiglia, tenutosi lo scorso ottobre, da parte di un protagonista, mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma e presidente della Commissione Cei per la Pastorale familiare, che ha guidato sapientemente l’incontro interdiocesano di sacerdoti e diaconi della “Granda” a Cussanio giovedì mattina: intanto ha ribadito un’attenzione allargata e mirata ad un tempo su molteplici sfide che la famiglia oggi deve raccogliere e con essa la Chiesa che vuole starle al fianco. “Siamo entrati in Sinodo – ha detto mons. Solmi – un po’ tallonati da un’opinione pubblica e da un’attesa mediatica tutta centrata su una sorta di referendum in cui pronunciarsi pro o contro l’Eucaristia ai divorziati risposati. In realtà poi ci siamo misurati su numerosi nodi che chiamano in causa la famiglia a diverse latitudini, con problematiche differenti, per mentalità, tradizioni, consuetudini… dalla poligamia al matrimonio a tappe, alle nozze combinate, alle difficoltà per i giovani a sposarsi, alle assortite colonizzazioni culturali, alle situazioni di guerra e di persecuzione… Quindi un campo aperto, in cui ci siamo inoltrati, respirando un autentico clima conciliare, su input pressante e liberante di papa Francesco, per ascoltare con umiltà, per esprimersi con franchezza, per guardare alle famiglie con gli occhi di Cristo”. Secondo mons. Solmi, pur nel confronto di posizioni differenti e talora distanti, per accentuazioni diverse rispetto al patrimonio comune della dottrina sulla famiglia, da non considerare come un archivio immobile del passato ma come un giardino vivo da coltivare, nella gradualità, si è raccolto il desiderio condiviso di vivere dentro una Chiesa in uscita, con e per la famiglia, verso ogni situazione, anche quelle più complicate, sapendo che non si è soli, ma accompagnati dalla misericordia, nella convinzione che c’è del bene dappertutto, anche in una nuova unione di per sé “irregolare”, in cui in realtà c’è un’esperienza familiare ferita ma non azzerata.
Il dibattito a Cussanio è stato vivace e consapevole, portando all’attenzione di mons. Solmi gli snodi cruciali che nella pastorale feriale vanno dipanati. La conclusione è quella di un cantiere aperto per la pastorale familiare, in cui non scoraggiarsi, non avere paura, ma fidarsi dello Spirito con disponibilità ed anche creatività, andando avanti a piccoli-grandi passi…

Famiglia, un cantiere aperto, in cui non scoraggiarsi
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