Piazza-Bisalta non finisce mai. Per la Corte d’appello la partita è da ripetere

In primo grado fu assegnata la vittoria per 3-0 a tavolino al Piazza. “Non me la sento di continuare”, queste le parole dell’arbitro che sospese dall’arbitro alla fine del primo tempo

Piazza-Bisalta, sospesa domenica 10 marzo dal direttore di gara alla fine del primo tempo, è da rigiocare. Ridotta anche, dal 14 agosto al 31 maggio, la squalifica per Parolo Fresia. È questo il verdetto della Corte sportiva di appello a livello territoriale che ha accolto l'appello della Bisalta dopo il 3-0 a tavolino stabilito nel primo grado di giudizio che aveva sostenuto la «responsabilità oggettiva dell'ASDC Bisalta per le condotte tenute dai propri tesserati, tali da impedire il regolare proseguimento della gara». Sul campo il Piazza stava conducendo per 2-1. In occasione del gol del pareggio era stato espulso per proteste (chiedeva un fallo) proprio Paolo Fresia. Alla fine del primo tempo i giocatori della Bisalta avevano chiesto (con insistenza, ma all'apparenza senza eccessi) spiegazioni al direttore di gara nel tragitto verso gli spogliatoi. Poi la decisione, a sorpresa, dell’arbitro comunicata ai dirigenti delle due squadre: «Non me la sento di continuare».
Il Piazza al momento non commenta la decisione, ma certamente la scelta (purtroppo normativamente inevitabile) di far rigiocare la partita dal primo minuto, annullando il vantaggio di gol e di uomini in campo, suona come una beffa per la società. A caldo è stata ventilata anche l'ipotesi di non presentarsi alla ripetizione del match programmata per mercoledì 10 aprile, ma una presa di posizione ufficiale è attesa nei prossimi giorni.

Il verdetto della Corte sportiva di appello

«Dunque, come correttamente è stato sostenuto, le risultanze degli atti ufficiali autorizzano a ritenere che le cause di sospensione della gara – si legge nella sentenza –, siano riconducibili più ad un momento di fragilità emotiva dell'arbitro che ad una reale situazione di pericolo per la sua incolumità personale e pertanto si deve disporre la ripetizione della partita».
Nel testo del ricorso la Bisalta, che ha allegato un filmato dell’episodio dell'espulsione, scrive che la «i fatti indicati dall'arbitro erano palesemente inidonei a giustificare decisione di sospendere la partita. Si è trattato di proteste, forse eccessivamente insistenti, ma mai accompagnate da ingiurie o frasi minacciose». Nella seduta del 30 marzo, «il presidente Mauro Gabriele, assistito dall' avv. Nicola Schellino confermava il contenuto del ricorso precisando che all'interno degli spogliatoi i propri dirigenti hanno effettivamente protestato ma in modo garbato e civile in relazione alla mancata concessione del recupero ma in modo assolutamente civile e dopo un confronto altrettanto civile col Fresia ha potuto entrare nella stanza a lui riservata». «Quanto al Fresia, si ammette che il giocatore ha dato una spinta all'arbitro ma si afferma che si è trattato di eccesso di foga nella protesta, giustamente sanzionato con l'espulsione ma privo di quei connotati di aggressività idonei a giustificare l'entità della sanzione tanto più che il giocatore, alla notifica del provvedimento ha abbandonato il campo senza dare adito ad ulteriori rilievi».

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