Mascherina obbligatoria nei centri commerciali anche all’aperto e controlli nelle piazze

Domani, sabato 23 maggio, è il giorno in cui la voglia di uscire sarà messa alla prova. Riaprono i bar, riaprono i ristoranti: si può tornare a bersi un aperitivo o un caffè, si può tornare a mangiarsi qualcosa fuori. Ma il Piemonte vuole farsi trovare pronto: «Confidiamo nel buon senso di tutti - sono le parole del governatore Cirio -, non possiamo fare altro che ripetere che le norme vanno rispettate. Ma dobbiamo assicurarci che sia così: le forze dell'ordine vigileranno». Assieme al Prefetto di Torino, ripete: «Vogliamo riaprire, ma per sempre: non per chiudere la settimana dopo»

MASCHERINA OBBLIGATORIA NEI CENTRI COMMERCIALI - In Piemonte scatta l'obbligo di mascherina in tutti i centri commerciali e outlet, anche all'aperto. Cirio: «Va indossata appena si scende dall'auto. Va indossata in tutti i negozi e anche negli spazi all'aperto dei centri commerciali».

E per quel che riguarda le piazze e le strade delle città, i cosiddetti "centri commerciali naturali"? Cirio: «La mascherina è obbligatoria anche all'aperto, laddove non è possibile tenere il metro di distanza fra le persone. Non si può ovviamente fare una norma generica dove non esiste un perimetro ben definito. Ma ricordiamo che sono vietati gli assembramenti. Se stiamo passeggiando in una via centrale, affollata, dove non è possibile mantenere le distanze, la mascherina va indossata».

CONTROLLI PER LA MOVIDA - Da sabato 23 maggio riaprono i bar e i ristoranti: il Piemonte sceglie la linea della cautela, e vigilerà sugli assembramenti nei luoghi pubblici. Limite orario per tutto il Piemonte: chiusura all'1 di notte. Cirio: «Ci affidiamo al buon senso di tutti, ma i controlli ci saranno». Il prefetto di Torino: «Carabinieri e Polizia controlleranno in tutto il Piemonte. Escludiamo di chiedere aiuto all'esercito, non vogliamo mantenere le città in assetto da guerra. Ma vigileremo per prevenire e non per sanzionare. In presenza di assembramenti interverremo immediatamente».

Inoltre il Comune di Torino ha emesso un'ordinanza che vieta il consumo di alcol dopo le 19 fuori dai locali - ordinanza che ciascun sindaco potrà decidere di replicare per il proprio Comune. Cirio: «La situazione sanitaria in Piemonte è al di sotto della soglia di preoccupazione: la "pagella" della Regione Piemonte parla di "rischio basso", quindi non siamo più in fase di emergenza. Ma ciò nonostante vogliamo essere cauti».

«Non esiste una "soglia minima" di persone per definire un assembramento - spiega il dott. Giuseppe De Matteis, questore di Torino - : ogni raggruppamento di persone, laddove non sarà consentito, verrà fatto sgombrare oppure multato». Le sanzioni vanno fino ai 4.000 euro e per gli esercizi c'è anche la possibilità di revoca o sospensione della licenza. Il prefetto aggiunge: «Il controllo delle file e degli assembramenti non è di competenza dei gestori: non vogliamo che gravi su di loro anche questo aspetto, in un momento già così tanti critico e delicato».

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